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  Saggi&Saggi Roma, 24 giugno 2006   
di  Maria Santini
Una grande scrittrice ci guida, settimana dopo settimana, alla scoperta delle pieghe meno note di un mondo di grandi personaggi lungo il filo un itinerario intellettuale alimentato da una inesauribile curiosità di scoprire, indagare. Pagine che intrigano, appassionano e, perché no?, divertono.
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    Mi sono serbata pura per il mio consorte
    Elena ("Elena" di Euripide)

   Parranno strane queste parole, visto chi le pronuncia, eppure sono sincere :sì, è proprio Elena che parla, la donna più bella del mondo ma anche l’adultera fuggita dalla sua patria insieme a Paride con le conseguenze che sappiamo. Come è possibile?
   Il fatto è che in questa tragedia Euripide dà un’interpretazione tutta particolare del personaggio: non Elena la maliarda nel nome della quale è stata scatenata una guerra ma Elena la buona moglie. Insomma è stato Zeus a volere la guerra di Troia e la vicenda di Elena ha rappresentato solo un pretesto. Tuttavia il padre degli Dei ha voluto proteggere quella sua bellissima figlia , avuta dalla spartana Leda: prima che tutto cominciasse l’ha trasportata in Egitto, mettendola sotto la protezione del saggio re Proteo. Poi Zeus ha creato una falsa Elena “ plasmata di aria” ed è stata costei a seguire Paride con tutto ciò che è venuto dopo.
   La vera Elena, quindi, ha trascorso tutto il tempo della guerra di Troia e gli ulteriori sette anni in quel suo esilio che è divenuto sempre più angoscioso. Ella ha saputo che il marito, tentando di tornare in patria, è quasi certamente perito in mare, che la sua unica figlia, Ermione, è rimasta senza guida e senza nozze e che sua madre Leda si è impiccata per la vergogna di aver dato la vita alla famigerata Elena. Come se non bastasse, re Proteo è morto e il nuovo sovrano, suo figlio Teoclimeno, che la desidera, la incalza con le sue indesiderate proposte.
   Ma ecco la svolta. La nave di Menelao, dopo un settennale errare, naufraga alla fine presso le coste egiziane: cercando aiuto, l’eroe si imbatte proprio in quella che gli sembra una sosia perfetta di sua moglie che pure egli sa di aver lasciato in una grotta poco lontana con i compagni superstiti. Ma Elena ,quella vera, riconosciuto subito suo marito gli svela l’inganno di Zeus e per di più i compagni, sopraggiunti, gridano al portento: l’ Elena della grotta si è dissolta nell’aria! Giubilo dei due coniugi, infine ricongiunti…molto breve,però. Elena sa che Teoclimeno, gelosissimo di lei, lungi dall’aiutare gli stranieri li farà uccidere tutti non appena li scoprirà.
   Ma a questo si rimedia con l’astuzia. Menelao si fingerà un marinaio qualunque, unico superstite dei greci naufragati,e porterà al re egizio la notizia della morte del suo signore. Come previsto, Teoclimeno giubila tanto più che Elena, non più scontrosa, dichiara di accettare le nozze con lui. La donna pone solo una condizione, cioè vuol celebrare un simbolico funerale di Menelao in alto mare e tal scopo chiede al sovrano una nave. Subito concessa: tanto i marinai mandati a bordo per governarla sono fedeli al loro signore…
   Ma Teoclimeno ignora che il naufrago greco, imbarcandosi con Elena, ha fatto salire a bordo i suoi valorosi compagni i quali, appena la nave si scosta dalla riva, uccidono i marinai egiziani e sciolgono le vele in un viaggio verso la patria che non avrà più ostacoli. Questo dicono i Dioscuri, divini fratelli di Elena, apparsi all’infuriato Teoclimeno, costretto così ad accettare il volere degli Dei e a rinunciare all’idea di un inseguimento dei fuggiaschi.

Maria Santini
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Maria Santini  è nata a Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
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