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E
veniamo alla ragazza Romanov che ebbe la maggior fama postuma:
Anastasia- Anna Anderson, il cui caso clamoroso fece spuntare qua e là altre
Anastasie, almeno quattordici. Anna è la ragazza che fu ripescata dalle
acque della Sprea, a Berlino, nel febbraio 1920 e che per tutta la vita,
durata fino al 1984, ha sostenuto di essere, appunto, l’ultima figlia dello
zar. Però una persona al di sopra di ogni sospetto, cioè la granduchessa
Olga, sorella di Nicola II e dunque zia ( affezionatissima) della vera
Anastasia, non la riconobbe: ma vi furono altri membri della famiglia
imperiale e dello staff dei loro collaboratori che per motivi di interesse
la dichiararono autentica, incuranti, tutti, del particolare che rendeva
certa l’impostura: Anna Anderson non parlava russo! Affermava di averlo
dimenticato per lo choc ricevuto al momento in cui era stata “fucilata” con
tutta la famiglia, ma questa è una grossa sciocchezza: la lingua madre non
si può disimparare. Anche Anna, come Marga Boots, raccontava di essere stata
salvata da un soldato del corpo di guardia di casa Ipatiev e di essere
fortunosamente pervenuta dagli Urali in occidente.
Ma il caso più curioso è quello di Maria, la più bella delle figlie dello
zar. Nel 1982 un gentiluomo cosmopolita, il principe Alessio d’Angiò duca di
Durazzo, pubblicò un libro, “Moi, Alexis, arrière petit fils du Tsar”, in
cui dava la sua versione della strage dei Romanov: a Ekaterinburg morirono
solo lo zar Nicola e il figlio Alessio mentre la zarina e le ragazze,
salvate dalla diplomazia del kaiser Guglielmo II, tornarono in Europa con la
consegna di non rivelare mai la propria identità. L’imperatrice e Tatiana
condussero vita appartata,rispettando l’impegno al silenzio. “ Marga Boots”,
invece, alla fine rivelò di essere Olga. Anche Anastasia commise l’errore di
uscire allo scoperto ma non fu creduta e trascorse la sua travagliata
esistenza come Anna Anderson. Quanto a Maria…
Maria altri non era che la nonna materna di Alessio d’Angiò . Tutti la
conoscevano come la contessa Cecilia Csapska, moglie del principe ucraino
Nicola Dolgoruki ma poco prima di morire ( 1970) la gentildonna rivelò al
nipote di essere in realtà la granduchessa Maria Nicolaievna Romanova . Fu
da lei che Alessio apprese che le sue “zie” erano vive e che spesso, in
passato, si erano clandestinamente riunite qua e là per l’Europa. A sostegno
della sua tesi il principe inserisce nel libro un ricco apparato fotografico
ma non c’è niente da fare: le foto della bellissima terzogenita dello zar
non coincidono con quelle della contessa Csapska, donna graziosa ma di un
tipo fisico assai diverso.
Maria Santini
(2.Fine)
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Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt.
In edizione elettronica, SeBook, ed in Ex Libris, disponibili su
www.ebooksitalia.com,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
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