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Nata nel 1751, Maria Anna “ Nannerl” aveva cinque
anni di più del fratellino Wolfi, cioè Wolfgang Amadeus Mozart. Da principio
era stata lei la stella musicale della famiglia, essendosi dimostrata una
pianista precoce e provetta: ben presto però divenne la spalla del
prodigioso ragazzino. Nel loro giro delle capitali d’Europa, organizzato da
quel talent-scout nato che era il loro padre Leopold, i maggiori allori li
raccoglieva il futuro genio della musica che ebbe l’onore, per esempio, di
esser preso sulle ginocchia dalla grande imperatrice Maria Teresa d’Austria.
Ma non c’era ombra d’invidia in Nannerl che adorava, ricambiata, il
fratellino. E quando morì la loro tenera e affettuosa madre ( Parigi, 1778)
il rapporto fra i due giovani sembrò stringersi ancor di più. Avevano piena
confidenza l’una nell’altro e, separati, si scrivevano lettere improntate a
una divertita complicità. Invece era l’inizio della fine. Wolfgang, ormai
adulto, tollerava sempre meno la tutela del padre, anche lui affettuoso ma
autoritario. Lasciata tempestosamente Salisburgo, il giovane musicista fece
scelte che Leopold ogni volta contestava: il clou fu quando Wolfi si fidanzò
e poi si sposò ( 1782) con Konstanze Weber,una ragazza che il padre
disapprovava in toto. Nannerl si schierò con l’irritato genitore e da allora
ci fu solo freddezza tra lei e il fratello.
Maria Anna si rimetteva sempre al giudizio del padre. Così rinunciò a
sposare l’uomo che veramente amava, Franz von Yppold, per unirsi
invece(1784) a Johann von Berchtold, un vedovo di quindici anni maggiore di
lei, provvisto di cinque figli che subito le fecero la guerra.Ma Johann era
la persona scelta da papà e tanto bastava. Nacque un piccolo Leopold, che
nella prima infanzia fu affidato all’ esigente nonno materno: il vecchio
musicista sospendeva campanellini sulla culla del nipote o gli suonava
accanto musichette varie scambiando i gridolini di gioia del piccino per la
prova di una nuova genialità musicale in famiglia.Ma Leopold morì (1787)
senza sapere che quel nipotino non sarebbe stato in grado di seguire gli
illustri esempi di nonno, madre e soprattutto zio : tutto ciò che seppe
fare, a suo tempo, fu una dignitosa carriera militare. A Leopold-nonno fu
comunque risparmiato dalla sorte anche di vedere la morte precoce del suo
grandissimo figlio (1791).
Nannerl, rimasta vedova nel 1801, tornò a Salisburgo e visse
dignitosamente con l’eredità del marito e i proventi delle lezioni di piano
che continuava ad impartire. La sua vita trascorreva serena, rallegrata
dalla fama sempre più grande del suo fratellino di un tempo: purtroppo però
nel 1820 la poveretta divenne cieca. Ma pare abbia sopportato la sua
infermità con dignità e coraggio per i nove anni che le rimanevano da
vivere.
Maria Santini
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Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
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