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Consegnata alla storia per
la frase “Ecco i miei gioielli” (ecce ornamenta mea) riferita ai figli
Tiberio e Gaio Gracco, Cornelia, la figlia del grande Scipione Africano, fu
molto di più di una madre statuaria. A parte il fatto che la sua frase ha
anche una chiave di lettura più maliziosa: sarebbe una stoccata diretta a
Scipione Emiliano che, divenuto il capo della casata , aveva sequestrato
tutti i gioielli di Emilia Terza, la defunta genitrice di Cornelia, per
regalarli alla propria, di madre…
Cornelia , donna virtuosa, non era tuttavia una musona: coltissima, aperta
alle raffinatezze del mondo greco era sempre circondata dal meglio della
élite intellettuale dell’epoca. Divenne tanto famosa che, vedova di
Sempronio Gracco, fu chiesta in moglie dal re d’Egitto, Tolomeo VII:
proposta che lei, fiera di essere “univira” ( donna che ha avuto un solo
uomo) alteramente rifiutò. Certamente il dramma della sua vita fu
rappresentato dalla morte atroce dei suoi figli Tiberio e Gaio , odiati dai
conservatori per la loro “pretesa” di migliorare le condizioni del
proletariato di Roma con una distribuzione di terre: ma Cornelia non volle
ostentare mai il suo dolore e rimase per tutta la vita la gran signora che
era, affabile, apparentemente serena e sempre circondata, nella sua famosa
villa di Miseno, da dotti amici .Godeva di tanto prestigio che dopo la
rovina dei suoi figli nessuno la molestò e potè proseguire la vita di sempre
mentre sua nuora Licinia, l’affranta vedova di Gaio, fu privata della dote e
obbligata a non portare il lutto per il marito.
Dei “dati” di Cornelia si sa poco. Ultima figlia dell’Africano, nacque non
dopo il 183 a.C (data di morte del padre) ma non si sa quando. Qualcosa
possiamo ricavare andando all’indietro nel suo matrimonio. Sappiamo che il
marito Sempronio Gracco, molto più anziano di lei, morì intorno al 154 a.C.
e che l’affiatatissima coppia aveva avuto dodici figli: l’ultimo fu proprio
Gaio, il futuro tribuno, l’unico ad arrivare alla maggiore età insieme a
Tiberio e alla sorella Sempronia, moglie di Scipione Emiliano. Diamo dunque
a Cornelia il tempo di mettere al mondo tutta quella prole, calcolando per
la bisogna almeno sedici anni: potrebbe quindi essersi sposata intorno al
170 a. C. e poiché le ragazze romane convolavano a nozze molto giovani, la
sua data di nascita può essere posta intorno al 185 a.C. Morì dopo la rovina
di Gaio ( 122 a.C.) ma di nuovo non sappiamo quando. E neppure del suo
aspetto sappiamo nulla.Il ricordo di una donna così notevole rimase però
sempre vivo. Nel foro romano è stata trovata la base di una statua su cui è
inciso: CORNELIA AFRICANI F. GRACCHORUM cioè “Cornelia, figlia dell’
Africano, (madre ) dei Gracchi” .Un perfetto riassunto della sua vita.
Maria Santini Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
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