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  Saggi&Saggi Roma, 1 ottobre 2005    
di Maria Santini
Una grande scrittrice ci guida, settimana dopo settimana, alla scoperta delle pieghe meno note di un mondo di personaggi al femminile seguendo un itinerario intellettuale alimentato da una inesauribile curiosità di scoprire, indagare. Pagine che intrigano, appassionano e, perché no?, divertono.
A Fine Settembre uscito nelle librerie,
a 150 anni dalla nascita di Giovanni Pascoli,«Candida Soror»di Maria Santini
Tutto il racconto della vita di Mariù Pascoli, l'adorata sorella del poeta della Cavalla Storna:
un'opera frutto di anni di ricerche e ricca di inediti.
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L'imperatrice Maria Teresa e le sue figlie

 La formidabile sovrana ne ebbe, dal suo fortunato e felice matrimonio (1736) con Francesco Stefano di Lorena, ben undici, oltre cinque maschi, beninteso. Ma di undici femmine tre morirono infanti (Maria Elisabetta 1, Maria Carolina 1 e 2) e due giovinette (Maria Giovanna e Maria Giuseppina) per cui sono soltanto sei quelle di cui ci occupiamo. Due di esse entrarono in religione anche se, vivente la madre, rimasero a corte: Maria Anna, la figlia più grande, che era bruttina e delicata di salute e Maria Elisabetta 2 della quale si diceva che fosse la più bella delle giovani arciduchesse ma che venne sfigurata dal flagello di quei tempi: il vaiolo, che si era portato via anche Giovanna e Giuseppina. Quindi in realtà l’imperatrice maritò solo quattro di loro soltanto e soltanto il matrimonio di Maria Cristina con il principe Alberto di Sassonia-Teschen potè dirsi felice. I due sposi vissero a corte accanto alla sovrana, di cui Cristina, per il buon carattere, era la prediletta. Maria Amalia sposò Ferdinando di Borbone Parma : un disastro. Con grande dolore dell’austera madre, Amalia fu – a ragione – chiacchieratissima. Rimangono le due figlie regine. Il destino dell’infelice Maria Antonietta è noto: partita come una regina da favola, finita sotto la lama della ghigliottina. La bella moglie di Luigi XVI è stata variamente giudicata dagli storici con una gamma di giudizi che va da una condanna moralistica al tentativo di rivalutarla in pieno. Quello che è certo è che poche donne al mondo hanno avuto una fine più lenta e angosciosa della sua: privata del trono e della libertà, le furono strappati il marito re, ghigliottinato, ed il figlioletto Luigi finchè dopo un processo farsa venne condotta alla morte privata di ogni dignità, con le mani legate e su una carretta, fra urla d’odio e di scherno(1793).
  L’altra regina fu Maria Carolina 3, sposa di Ferdinando IV (poi I) re di Napoli. Donna anche troppo energica in famiglia e in politica dominò il marito al quale diede, battendo sua madre, diciassette figli: ma alla fine il re si decise a liberarsi di lei e la spedì alla corte di Vienna, dalla quale fu pregata di non tornare (1812). Morì due anni dopo, amareggiata e sola, ultima di tutti i figli dell’imperatrice.
  La grande Maria Teresa non c’era più da tanti anni, dal 1780. Si era rapportata a quelle sue figlie inquiete con un misto di indulgenza e di severità: riconosceva di essere stata anche lei, da giovane, spensierata ed ignorante ma voleva che le sue ragazze, specie le due regine, assumessero le responsabilità del loro ruolo. Per questo bombardava di lettere moraleggianti Antonietta e Carolina ed anche Amalia ma con scarsi risultati: le testarde volevano sbagliare di testa propria.

Maria Santini
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Maria Santini  è nata a Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
  Matilde di Canossa, Liszt.
In edizione elettronica, Dieci Romanzi Gialli
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L'amato gatto Tristano
di Maria Santini

 

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