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All’autore del “Gattopardo” i sette figli del
protagonista don Fabrizio, principe di Salina,non interessano tutti allo
stesso modo. Sono connotati con maggiore accuratezza i tre maschi Paolo,il
primogenito che vive ( e muore) per i cavalli, Giovanni, fuggito a Londra
perché non tollerava l’oppressione paterna, e Francesco Paolo, il
giovanottone biondo che si diverte ad atterrire il piemontese Chevalley con
storie di mafia. Invece delle quattro ragazze, Carolina, Concetta, Caterina e
Chiara, a Tomasi di Lampedusa interessa solo Concetta, che entra in scena
nel 1860 diciassettenne innamorata persa del bel cugino Tancredi e ne esce
nell’epilogo del romanzo (1910), amareggiata “zitella” di sessantasette.
Delle altre tre sorelle, Carolina, vent’anni all’inizio del libro, compare
come doppio e insieme ombra di Concetta al ballo dai Ponteleone: Caterina
prende vita solo nella citata ultima scena del romanzo ed è presentata come
un’invalida in carrozzella, bigotta al punto di ritenere di saperne, in
materia di religione, più del papa: Chiara rimane un nome, è la sorella
“sposata a Napoli”. Di lei e di Caterina deduciamo che siano le minori della
famiglia, più piccole del sedicenne Francesco Paolo . A volte l’autore si
distrae, come quando parla genericamente della presenza di “ragazzini”,
distinti dal gruppo delle sorelle, durante quello scomodissimo viaggio di
andata a Donnafugata: ciò indicherebbe la presenza di almeno un maschietto
piccolo ma noi sappiamo che il maschio più giovane del principe era quel
sedicenne Francesco Paolo che sembrava già un uomo, biondo e aitante. Del
resto anche Visconti nel bellissimo film tratto dal” Gattopardo” non è stato
a badar tanto alle sottigliezze interpretative del testo dato che
mostrandoci, nella scena del Te Deum a Donnafugata, la fila dei figli del
principe che si susseguono negli stalli del coro, ci mette anche un
ragazzino sui dieci anni .
Giovanni, Francesco Paolo, Carolina, Concetta, Caterina e Chiara furono
anche i figli del vero “Gattopardo”, cioè del bisnonno di Tomasi di
Lampedusa, il principe astronomo don Giulio Fabrizio. La differenza con il
Gattopardo del romanzo consiste nel fatto che il vero don Fabrizio ebbe da
Maria Stella Guccia ( la Stelluccia del romanzo)anche Giuseppe, il
primogenito ( nonno dello scrittore ,adombrato nel libro sotto il nome di
Paolo) Filomeno, Antonia, Salvatore e Maria Rosa, più una Caterina morta
bambina della quale la sorella minore riprese il nome. Dodici figli. Fra le
vere principessine di Lampedusa, Carolina, Concetta a Caterina vissero e
morirono nubili, come le loro consorelle romanzesche. Antonia e Chiara si
sposarono e Maria Rosa morì molto giovane.
Maria Santini
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Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt.
In edizione elettronica, SeBook, ed in Ex Libris, su
www.ebooksitalia.com,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
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