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Allo scoppio della seconda guerra mondiale Unity era ancora
giovanissima, appena venticinquenne, ma la tragedia incombeva su di lei. Uno
dei punti fermi della ragazza nel difendere ed esaltare il suo idolo era
sempre stato quello dell’ammirazione profonda del Fuhrer per l’Inghilterra,
ammirazione che - lei ne era convinta con incrollabile fiducia - gli avrebbe
impedito di attaccare la sua patria : lo aveva ripetuto anche al giovane
Kennedy il quale aveva commentato, in una lettera a suo padre: “ per lei
Hitler è più che uno statista ammirato, è Dio”. Così quando la sua patria di
nascita e quella di elezione si dichiararono guerra (3 settembre 1939) , Unity non se la sentì di andare avanti: fece in modo di fare avere al Führer
il famoso distintivo del partito e il proprio testamento spirituale (“non
si possono servire due patrie”) e poi, su una panchina dei giardini pubblici
di Monaco, si sparò un colpo alla testa. La trovarono così, riversa, con la
rivoltella caduta di mano e senza documenti: solo dopo qualche ora fu
identificata come la valchiria inglese di Hitler .
Ma non morì. Il proiettile le rimase tuttavia conficcato nel cervello e i
medici, i migliori medici che ci fossero, allertati dal premuroso Führer,
dichiararono che un’operazione per estrarlo era altamente sconsigliabile.
Inoltre quando si riebbe un poco Unity tentò di nuovo il suicidio…fu
facilmente fermata ma a questo punto Hitler decise di rimandarla in patria:
se fosse morta in Germania non sarebbero mancate, contro di lui, polemiche e
accuse roventi. La spedì quindi in Svizzera e da lì, attraverso l’Europa in
fiamme, la riportarono in Inghilterra . In patria l’operazione fu alla fine
tentata ed ebbe esiti positivi anche se il bossolo dovette essere lasciato
dove s’era conficcato. La ragazza si rimise in piedi e ricominciò a
ragionare così che poterono rieducarla a parlare e a scrivere. Alla fine i
genitori la sistemarono nell’isoletta scozzese di Inch Kenneth: la madre
stava con lei per dei lunghi periodi. Unity continuò così a migliorare .
Ormai quasi normale fisicamente, fu vista perfino ballare alle festicciole
del villaggio. Tuttavia normale non era e si vedeva: diceva e faceva cose
strane. Una volta ruppe nell’impasto di una torta due dozzine di uova,
angosciando l’intera piccola comunità affamata dal razionamento. Soprattutto
era contraddittoria: s’era quasi ammazzata per patriottismo ma adesso
continuava ad esaltare Hitler e a negare testardamente l’olocausto.
Non era destinata a vivere a lungo e i medici lo sapevano: le avevano dato
dieci anni di vita .Ed Unity morì (maggio 1948) per una meningite procurata
dal pezzo di metallo piantato nel suo cervello. Maria Santini
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Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt.
In edizione elettronica, SeBook, ed in Ex
Libris, su
www.ebooksitalia.com,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
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