|
Doveva esserlo davvero, Emilia Kaczorowska. In una foto che la ritrae,
giovanissima, seduta accanto al marito impettito nell’ uniforme, il suo
sguardo, dritto nell’obiettivo, appare dolce ma in fondo agli occhi si nota
uno scintillio birichino. All’epoca (1908 circa) Emilia non raggiungeva i
venticinque anni ed aveva soltanto un figlio, quel bel bambino biondo che,
nella foto anzidetta, l’orgoglioso padre regge sulle ginocchia: Edmund,
detto “Mundek”. Di anni ne passeranno ancora dodici (1920) prima che la
famigliola si completi con un altro bambino biondo somigliantissimo al primo
e chiamato con lo stesso nome del padre: Karol ovvero Karol Wojtyla junior.
Quello di Emilia e Karol senior era stato un matrimonio d’amore, non proprio
contrastato ma malvisto dai parenti di lei. I Kaczorowski stavano bene: il
padre, Felics, era un sellaio i cui affari prosperavano. Aveva sperato di
meglio, per la sua graziosa figlia, di un gendarme dell’esercito
austro-ungarico quale era Karol. Ma non vi furono drammi: i due giovani (Karol era nato nel 1879) si sposarono (1906) ed andarono a vivere a Wadowice, città natale di lui. Il matrimonio fu armonioso: fra Mundek e
Karol, che per la mamma fu sempre “Lolek”, ci fu anche una bambina, Olga,
purtroppo nata e morta nel 1914 e sempre rimpianta dai genitori. Karol
senior era intanto divenuto ufficiale postale: Emilia rimpinguava il
bilancio familiare lavorando da sarta.
Karol fu il piccolo molto vezzeggiato di questa famigliola affiatata, con
due ottimi genitori ed un fratello che, per avere quattordici anni più di
lui fu sempre un secondo padre: ma ben presto la sventura bussò alla porta
dei Wojtyla. Emilia era molto delicata: del resto anche tutti i suoi
fratelli e sorelle ( ne aveva otto) erano di malferma salute e molti di loro
morirono giovani. Fatto sta che Emilia, con Lolek ancora piccolo, si ammalò.
Problemi di cuore e di reni anche se qualcuna delle fonti parla di
tubercolosi: Emilia infatti doveva allontanarsi spesso dalla famiglia per
lunghi periodi di cura. Ma rimaneva sempre, per il suo Lolek ancora così
piccino, la più dolce delle madri, limitata solo dalle forzate assenze.
Questa mamma amatissima morì nel 1929, a quarantacinque anni, forse in casa
di cura ma comunque sola. Il piccolo Lolek lo seppe a scuola, dal suo
maestro. Cercò di mostrarsi forte ma poi pianse e scrisse per la mamma dei
versi, forse i suoi primi versi.
Primo trauma per il futuro papa Giovanni Paolo II: ma tre anni dopo anche
Edmund, ormai un giovane medico, morì avendo contratto la scarlattina da un
suo paziente. E quando, nel 1941, anche Karol senior morì, il ventunenne
Karol Wojtyla si ritrovò solo,nella Polonia invasa dai nazisti, ad
affrontare la vita. Maria Santini
Qualche commento? Inseriscilo tu stesso
su
The Web Park Speaker's Corner
Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt.
In edizione elettronica, SeBook, ed in Ex
Libris, su
www.ebooksitalia.com,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
|