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La bellissima regina non aveva pace: camminava su e giù per i
saloni della reggia in preda a un freddo furore. Da quando Biancaneve,
l’odiata figliastra, era morta ( finalmente!), il suo specchio magico
l’aveva sempre rassicurata: se lei lo interrogava con la consueta formula
esso rispondeva “ nel regno la più bella sei tu”. Ma ora, ora che era stata
invitata, in quel lontano castello, alla festa di nozze del Principe con una
ragazza sconosciuta, lo specchio, interrogato una volta ancora, si era
permesso di rispondere: “ regina la più bella qui sei tu ma quella sposa lo
è molto di più.”
Che fare? Andare al matrimonio e subire quella umiliazione? O no?
Tutto era cominciato in un tempo non poi così lontano, quando quella
splendida donna aveva sposato il re, vedovo da un anno e padre di una
bambina piccola. Da principio tutto era andato bene: quando la giovane
regina interrogava il suo fedele specchio, otteneva sempre la prevista
rassicurazione: la più bella donna del regno era lei. Ma poi Biancaneve
crebbe: era ancora quasi una bambina quando lo specchio rivelò alla sua
padrona che lei non era più la bellissima tra le belle…la figliastra l’aveva
superata. Pazza di gelosia ( “ divenne verde e gialla dall’invidia” dicono
gli autori) la regina si preparò al delitto: ordinò ad un suo fedele
cacciatore di uccidere la ragazzina e, come prova, di riportarle fegato e
polmoni dell’uccisa. Sappiamo tutti come andò a finire: il cacciatore non
ebbe il coraggio di sgozzare Biancaneve e riportò alla regina gli organi di
un cinghiale,che la perfida divorò mentre la povera principessina veniva
salvata e adottata dai sette nani. Naturalmente ci chiediamo: ma cosa ci
stava a fare il re padre della fanciulla? Non sappiamo perché non è detto:
forse era morto, forse è solo la deliziosa mancanza di realismo delle fiabe.
Del resto i padri favolistici sono sempre assenti…pensiamo a quello di
Cenerentola.
Basta. Avvertita dallo specchio dell’inganno del cacciatore, la regina
comprese di doversi occupare di persona dell’eliminazione della figliastra :
e ben tre furono i suoi attentati contro l’innocente ragazzina. Travestita
da vecchia contadina, la matrigna ,recatasi alla lontana casa dei nani,
tentò due volte di ucciderla, strangolandola con una cintura e ponendole fra
i capelli un pettine avvelenato: tutte e due le volte Biancaneve fu salvata
proprio dai nani. Ma la terza volta, con l’attentato della mela avvelenata,
la regina parve riuscire nel suo intento… la figliastra doveva esser morta
dato che lo specchio magico rassicurò la sua padrona: ora la più bella era
di nuovo lei.
Ma Biancaneve era sospesa tra morte e vita. Mentre i servi del principe
la trasportavano, chiusa in quella bara di cristallo che il giovane si era
fatto donare dai nani, uno scossone le fece sputare il pezzo di mela
incastrato in gola e fu salva. Seguirono le nozze con il principe …e la
vendetta, orribile. Sì, perché quando la perfida regina , spinta dalla
curiosità, si risolse ad andare a conoscere quella sposa più bella di lei,
si trovò di fronte proprio Biancaneve…e non finì lì. “Sulla brace erano già
pronte due pantofole di ferro: le portarono con le molle e le deposero
dinnanzi a lei. Ed ella dovette calzare le scarpe roventi e ballare finché
cadde a terra, morta.”
Maria Santini
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Maria Santini è nata a
Torino ma vive a Roma da molti anni. Autrice di numerose pubblicazioni a
carattere storico e fantastico, si è occupata di narrativa per la scuola
rivisitando, in uno stile avvincente e personalissimo, i luoghi della
memoria. L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico di
questa scrittrice che offre al lettore una qualità di scrittura e una
capacità narrativa assai rare. Ha pubblicato in volume da Simonelli Editore:
Matilde di Canossa,
Liszt.
In edizione elettronica, SeBook, ed in Ex
Libris, su
www.ebooksitalia.com,
i Pascoli del Mistero e
Sette Romanzi Gialli
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