I "Desaparecidos" della Letteratura

di Ermanno Bartoli  n.17
Autori Introvabili o quasi


 

RUDOLF KAISER
DIO DORME NELLA PIETRA
(La concezione del mondo secondo gli Indiani d'America)

«Un uomo non dovrebbe mai camminare con tanto impeto da lasciare tracce così profonde che il vento non le possa cancellare»
Quello che qui mi accingo a presentare non è un testo desaparecido, non almeno nel senso dell'editoria; lo è però per quanto riguarda la sua conoscenza... infatti la sua esistenza è poco nota al pubblico. Per questo motivo, e per il fatto che si tratta di un libro vigoroso e unico nel suo genere, lo presento volentieri qui. E lo farò per ordine sparso, quasi senza seguire un filo logico, e soprattutto per frammenti. Poiché il libro di Kaiser scava con spirito critico alle radici del pensiero occidentale in cerca di quell'elemento paralizzante, individuato nel principio della dualità, che ha prodotto separazione, dominio, sopraffazione... ritengo che questo spirito critico, che nell'interezza del testo ha una grandissima efficacia, in una breve presentazione rischierebbe di scomparire, senza di contro dar spazio a quell'emotività sana che del libro di Kaiser è elemento fondamentale. I "tre peccati capitali" della cultura occidentale: Dissacrazione della natura, divisione del mondo, scissione dell'uomo. «Grandi son le virtù, a saperle ben curare, che celano in grembo, piante erbe e pietre.» (William Shakespeare) Secondo la visione degli indiani d'America, noi uomini non siamo estranei e neppure dominatori in un universo a noi ostile... Di conseguenza, in questo modo di pensare perde ogni senso l'immagine giudaico-cristiana dell'uomo 'coronamento del creato', visto che la creazione non è ancora terminata: il mondo, al contrario, continua a evolversi e la creazione è tuttora in atto.
Il dualismo comporta la separazione tra Dio e il mondo, con la conseguente sconsacrazione di ogni cosa terrena e la divisione dell'uomo e, quindi, la completa fruibilità da parte dell'uomo (fino allo svuotamento e saccheggio totale di esso). Lo stesso dualismo si palesa anche nella scissione della coscienza di ogni singolo uomo, con la conseguente esperienza della conflittualità e dell'insicurezza interiori - con gravissimi danni, a volte insanabili, per una marea infinita di individui (Nota del curatore) - ;e infine appare nelle divisioni tra uomo e uomo, nella dissoluzione della comunità umana e nella sostituzione della convivenza pacifica con la sopraffazione... La guerra contro altri popoli, contro la natura e il proprio Sé rappresenta probabilmente il tentativo di sfuggire al materialismo e al nichilismo scaturiti dal dualismo e di proteggersi, attraverso la distruzione di altre vite, dall'autodistruzione (in senso nichilistico)... Pertanto non è certo casuale che ateismo, materialismo e nichilismo compaiano ripetutamente nella tradizione culturale dell'Occidente.
Al contrario, il pensiero che non conosce il dualismo Dio-mondo, corpo-anima, non potrà mai sfuggire nel nichilismo (quindi nell'annientamento: n.d.c.), perché in esso le cose e la materia sono sempre allo stesso tempo pervase dallo spirito e attive. Il nichilismo occidentale si rivela così il vero erede del dualismo (occidentale). Se c'è un termine che ben descrive la natura dell'uomo indiano, questo è "olistico-globale"". (John Collier) Nulla a che vedere, e da tutt'altra parte rispetto alla visione dualistica e spezzata di ogni cosa... propria dell'occidente. (n.d.c.)
«Siamo della Terra e alla Terra apparteniamo. O Madre Terra,... ogni passo che muoviamo dovrebbe essere un atto di devozione, una preghiera rivolta a Te!» (Alce Nero - al capitolo "Smania di dominio cosmico").
Il nazionalsocialismo tedesco, con le sue diverse forme di imperialismo, appare, nell'ottica delineata, come la realizzazione estrema della tradizione dualistica occidentale. Esso praticava l'ideologia di dominio sfrenato che investiva ognuna delle quattro dimensioni elementari dell'uomo: uomo contro uomo, uomo contro natura, uomo contro se stesso, uomo contro Dio. (Da tedesco, Kaiser vede molto bene i mali mentali della sua razza e di ciò che essi in un certo periodo storico hanno comportato. Naturalmente il discorso fatto per il nazionalsocialismo vale anche per altre esperienze ed altre terre. Ciò non toglie che, per un certo lunghissimo - ahinoi - periodo, il dualismo abbia trovato, e forse ancor oggi continua a trovare, il maggior numero di adepti acritici fino al fanatismo... proprio nella Germania post-romantica. - n.d.c.)
L'armonia (ecco il concetto centrale della visione del mondo indiana!) è frutto proprio dell'equilibrio tra dualità; non vi è, infatti, sopravvalutazione di un popolo rispetto all'altro o, peggio ancora, soppressione dell'uno a favore dell'altro.
Mi fermo qui. Poiché si tratta di un libro tutto da leggere e che farà discutere. Dovrebbe far discutere!.. Riguardo l'affermazione sull'Armonia, tenevo a precisare che Mario Capanna, autore di un bellissimo libro sulla prepotenza (argomento questo mai veramente trattato e veramente "desaparecidos") dal titolo «Il fiume della prepotenza» individua il significato opposto di prepotenza non in "mitezza" o "debolezza"... bensì in equilibrio e armonia. Di carne al fuoco ce n'è tanta e Kaiser è veramente (da uomo che le cose le ha vissute dal di dentro) autore di un'opera unica nel suo genere; opera che ha pure il pregio di non annoiare. Un'ultima annotazione personale: Gli indiani d'America si definiscono da sempre (essi che non amano definire né definirsi)  un popolo romantico... Naturalmente con l'accezione loro del termine. Beh, vista la differenza che hanno comportato romanticismo  e certi pretesi verismi, anche per le sorti di tante genti... mi viene da dire che il Romanticismo è la forma più alta di pragmatismo.

Rudolf Kaiser è docente di anglistica all'Università di Hildesheim, in Germania. Ha compiuto numerosi viaggi tra gli indiani del Nordamerica, sui quali ha scritto diversi libri.


Non dimenticare di leggere «Giovanni Pascoli» di Gian Luigi Ruggio
pp. 504, euro 17,05
La biografia che non c'era e che hanno voluto
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