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Firenze, 16 Giugno 2014

Rottamare l'assessemblearismo

È già passato qualche giorno ma io non riesco a capacitarmi del passaggio di Livorno da una guida da sempre in mano alla sinistra della sinistra ad una guida grillina e mi appare forse anche più dirompente il fatto che, mentre non mi hanno colpito sulla stampa o nei notiziari televisivi commenti in merito, il ‘Vernacoliere’ si sia schierato a favore del M5S.
Ascoltando qua e là qualche punto di vista in proposito direi che l’opinione corrente sia prevalentemente orientata verso l’esistenza di un qualcosa di poco chiaro (tipo EXPO o MOSE, per intenderci) tenuto a lungo opportunamente nascosto ma poi venuto a conoscenza del popolo.
Alternativamente ad irritare i livornesi potrebbe anche essere stato qualcosa di relativo alla cattiva gestione ed alla conseguente perdita di importanza del porto. Comunque che ci sia o ci sia stato qualcosa di non proprio corretto è sottolineato anche dal fatto che, mentre il nuovo sindaco festeggiava la propria presa di potere annunciando anche riduzione delle tasse nonché trasporto pubblico gratuito, veniva arrestato il capo della Guardia di Finanza della città labronica.
Però ieri mattina (cioè dopo la sonante vittoria dell’Olanda sulla Spagna), al ritorno dal supermercato, ho incontrato dopo diverso tempo un conoscente, che sicuramente conosce meglio di me l’ambiente livornese, e che mi ha fornito una versione dei fatti che non mi aveva nemmeno sfiorato il cervello: “Macché, quelli sono ancora tutti PCI e non hanno votato per il democristiano Renzi”; e può anche essere vero.
Ora chiunque è libero di pensarne ciò che vuole ma per me questo è un gran brutto colpo (e forse per questo passato abbastanza sotto silenzio) per il PD e sta a sottolinearne la profonda divisione interna che tuttavia quasi tutti i principali esponenti tendono a minimizzare fingendo una sorridente unità. Questo è il difetto che il Presidente del Consiglio mi sembra voglia cominciare a ‘raddrizzare’ nel suo partito ed infatti, dopo che la direzione del partito aveva approvato una certa linea di governo, ha sostituito d’autorità due membri di una commissione che, fedeli più al loro antico consunto credo che al bene del Paese, cercavano di mettergli i bastoni fra le ruote. Apriti cielo!
Un gruppetto di senatori (immagino ex PCI) si è messo in aspettativa ed il povero leader PD è stato subito accusato di autoritarismo, di voler zittire voci dissonanti ed addirittura di tendenza dittatoriale. Invece io penso che, a questo punto, in questo Paese sia addirittura necessario che esista qualcuno che, sicuro dell’appoggio popolare e magari dopo aver discusso con tutti, possa dire: “Si fa come dico io e basta!” e soprattutto sia in grado di imporlo.
E’ oramai l’ora di capire che i troppi assemblearismi vigenti fin qui sono stati utili solamente a produrre chiacchiere mentre per salvare il Paese è ora necessario decidere rapidamente ed agire di conseguenza; è ovvio che si può anche commettere qualche errore, ma l’inazione è sicuramente più deletaria di qualsiasi sbaglio.
Credo che Renzi, specialmente se, forte dell’appoggio popolare, riesce a tirarsi dietro il suo partito, magari anche al costo di una scissione, e lo indirizza verso una sinistra moderna (diciamo social-democristiana e non catto-comunista) , possa avere le caratteristiche adatte ad assumersi un ruolo del genere. E, se si rendesse conto di non poter riuscire da solo a causa dei guai del suo partito, potrebbe sempre ricorrere a qualche ben definita alleanza strategica (in fin dei conti i triumvirati hanno avuto anche successo nell’antichità) in modo da poter guidare il paese al suono di “Ora si fa come diciamo noi!”.
Ma il problema grossissimo (oltre a quelli non indifferenti legati alla guida del Paese) che ha di fronte il leader PD è proprio quello di riuscire a ripulire il suo partito da quanti, ha detto, vorrebbe prendere a calci nel sedere cioè i re delle mazzette, corruttori e corrotti, faccendieri discutibili ecc.. E purtroppo, a causa dell’imponente potere economico del partito (ereditato dal PCI che ne aveva posto le basi all’epoca dei robusti contributi economici provenienti sottobanco dall’URSS), il PD è senza dubbio il partito più esposto alla corruzione perché, come è noto, dove circolano molti soldi è assai probabile che, per la debolezza umana, gruppetti di ‘spiccioli’ prendano strade sbagliate.
Con questo non voglio però dire che tutti gli altri partiti siano esenti da pecche anche perché ritengo assai probabile che, per esempio nella questione degli appalti delle opere pubbliche, qualche appalto sia stato fatto ‘scivolare’ anche ai partiti diciamo della destra, se non altro perché ‘chiudessero un occhio’ e se ne stessero zitti.
A titolo di esempio ricordo infatti benissimo che alcuni anni fa quando si cominciò a parlare del sotto-attraversamento TAV di Firenze tutti i rappresentanti del centro-destra erano a favore di un progetto di superficie elaborato dall’Università ed estremamente più risparmioso; ma non ci fu niente da fare ed il sindaco Domenici (pupillo di D’Alema) firmò tutti gli appalti necessari al sotto-attraversamento; poi pian piano, guarda caso, la cosa sbollì e lo stesso Renzi, quando venne eletto sindaco della città, ebbe a dire che anche lui era contrario al sotto-attraversamento ma che aveva le mani legate dai contratti già stipulati. Ed i lavori proseguirono nel (prezzolato?) silenzio generale fino a che, ormai quasi due anni fa, la magistratura fermò tutto accusando di malversazioni una esponente del PD umbro. Ed è praticamente ancora tutto fermo (da casa mia posso vedere lo spiazzo dove dovrebbe essere localizzata la semi-sotterranea stazione Foster della TAV) e solo sporadicamente una ruspa e qualche camion spostano del terreno. Se questo accade per il relativamente modesto attraversamento TAV di Firenze, figuriamoci cosa non possa accadere quando si tratta di imprese colossali come il MOSE o l’EXPO dove, quasi sicuramente, ha le mani in pasta anche la malavita organizzata. Mi sono lasciato trasportare e me ne scuso.
Ma, tornando a noi, quanto sopra mi sembra utile soprattutto per evidenziare le difficoltà, direi quasi sovrumane, che il Presidente del Consiglio ha davanti a sé e che mi auguro possa gradualmente superare.
Certo non c’è da aspettarsi che certe deleterie prassi ormai consolidate possano essere estirpate in breve tempo; a partire da quella che ritengo sia la madre di tutti i comportamenti ‘deviati’: la deleteria ‘raccomandazione’ che purtroppo in questo Paese è sempre vincente sulla meritocrazia. A questo proposito posso citare un ricordo personale: ero ancora studente quando il professore ordinario di Meccanica Razionale dell’Università di Firenze, prof. X. Y. (meglio non fare nomi) andò come presidente della commissione per la maturità in un liceo siciliano.
Niente di strano se non che un paio di giorni prima degli orali il presidente della commissione fece affiggere nella bacheca dell’istituto un foglio dove si leggeva:
- Il candidato A è raccomandato dal politico K;
- Il candidato B è raccomandato dal religioso W:
- Il candidato C è raccomandato dall’imprenditore Z;
- Ecc. Ecc.
- Tutti gli altri candidati sono raccomandati dal sottoscritto prof. X. Y.
Non credo che il prof. X. Y. sia stato mai più chiamato a presiedere qualche altra commissione di maturità in Italia, ma quante ce ne vorrebbero in questo momento di persone come lui! E spero Renzi sia in grado di trovarne e circondarsene per il bene del Paese.
E mi auguro anche che possa essere cansiderata un buon auspicio la sudata vittoria dell’Italia sull’Inghilterra.

Attilio Taglia


L’aggettivo sciabordito è del vernacolo senese e, secondo me, non trova un esatto equivalente italiano. Non l’ho trovato nel Devoto-Oli e non credo sia nemmeno in altri vocabolari. Forse il suo equivalente inglese è “absent minded”.
Io sono vecchio, allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel ’39, avevo sei anni. Quindi alla connata sciaborditaggine si è aggiunto il normale deterioramento dovuto all’età. Perciò quello che dico va preso con le molle. Non ho nessuna intenzione di raccontare la mia vita peraltro piuttosto uniforme e quindi di poco interesse. Ma, scorrendo negli anni e venendo fino ad oggi ed andando anche oltre con l’immaginazione, alcune cose mi hanno colpito; su queste mi sono soffermato ed ho creduto di ragionare. Ed è quanto cercherò di raccontare saltando di palo in frasca e da un tempo all’altro a seconda di come la memoria me lo ripresenta o come qualche richiamo me lo fa tornare in mente.









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