L'ISTRICE
Quando le notizie pungono

Le Rubriche


 
Sommario
Libri
SeBook
Ex Libris
Dialettando.com
Home Page Simonel
The Web Park Speaker's Corner
   
 
Day by Day Pensieri quasi quotidiani ad alta voce -

Il più "antico" Blog della Rete: dal maggio 1996...
di Luciano Simonelli
[Non mi conosci? Clicca sul mio nome per sapere chi sono]


«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita. Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano»
Oriana Fallaci(da un'intervista del 1979, di Luciano Simonelli, approvata dalla scrittrice).

INDICE DEI PENSIERINI
[Clicca sul giorno o sul titolo per andare al pensierino che interessa]

26 AGOSTO 2010 - Par ed "Impari" Condicio
10 Luglio 2010 - Fra furbizie e "non notizie"
17 Giugno 2010 - A.L.I. entra in eBooksItalia
23 Maggio 2010 - Noi Siamo, Non Appariamo
22 Maggio 2010 - eBooksItalia e la eBookRevolution
20 Maggio 2010 - eBooksItalia: i Primi non saranno gli Ultimi...
19 Maggio 2010 - Vincenzo Guerrazzi in eBook
9 Maggio 2010 - Chi si guarda allo specchio?
4 Maggio 2010 - No Comment...
15 Aprile 2010 - Quando c'era la vera satira
7 Marzo 2010 - Stop al concerto, il Pantheon chiude
12 Febbraio 2010 - Per Il Fatto vietato criticare Che Guevara
30 Gennaio 2010 - Dall'iPad al Progetto eBooksItalia
17 Dicembre - ePub, Kindle...la realtà è un'altra cari amici editori
29 Novembre - Un po' di nausea
8 Novembre - basta una domanda
7 Ottobre - Io non mollo, ma ho una strategia
29 Settembre - Se Apple e Microsoft...
29 Settembre - Quando si perde il senso della misura...
28 Settembre - Perché non si fanno gare d'appalto?
20 Settembre - L'esempio di "Libri in Cantina"
17 Settembre - Brutte notizie,oggi,da Kabul
14 Settembre - Rassegnatevi, l'eBook esiste
10 Settembre - Libertà di Stampa?!
24 Agosto - Il vero giornalismo
7 Agosto - Mancanza di Generosità, di Coraggio e di una Visione del Futuro
4 Agosto - Leggo soltanto ora...
3 Agosto - I furbetti calabresi: presentata querela per truffa
31 Luglio - Chiedo aiuto alla Associazione NEC, Nuova Editrice Calabrese, di Cotronei
29 Luglio - Qualcuno a Cotronei riconosce questa firma?
28 Luglio - Il Quotidiano di Calabria dà voce alla mia denuncia
25 Luglio - Siamo un Paese da Rieducare?
23 Luglio - I furbetti calabresi hanno una sola possibilità...
22 Luglio - Cari amici librai calabresi...
21 Luglio - EXPOTOUR Onlus - Via Primo Maggio, 15 - COTRONEI (Crotone)
20 Luglio - eBooksItalia cresce molto bene
19 Luglio - Il fiume scorre e quelli di Expotour Onlus...
18 Luglio - ...ed ora l'iPhone scaccia anche le zanzare
17 Luglio - Onestà morale ed intellettuale
16 Luglio - Chi conosce Expotour Onlus di Crotone?
15 Luglio - Altri anni, Altre Vacanze, Altre Storie...
14 Luglio - La telecamera mancata
13 Luglio - Parliamoci francamente...
12 Luglio - Dimmi come ti chiami
11 Luglio - Io insisto
10 Luglio - Questi valori non mi piacciono
9 Luglio - Chi ci difende dalle Banche?



I Thriller di Luciano Simonelli: «Cento Miliardi di Dollari» e «I Sette Occhi della Vita»: diciannove eBook per rimanere col fiato sospeso fino all'ultima pagina.


Per sapere davvero tutto sul BlackBerry. Un eBook indispensabile per i "comunicazione dipendenti"


Una pandemia influenzale venuta da 25.000 anni fa...Un romanzo in eBook anche di divulgazione scientifica.


I Gialli di Maria Santini in volume ed eBook


«L'uomo che controllava i binari», un romanzo, un documento, una testimonianza, un eBook per capire i Paesi balcanici.


Bookmark and Share

Par ed "Impari" Condicio

Nell'arco della mia articolata vita professionale fra giornalismo ed editoria mi è capitato anche di lavorare per una realtà giornalistica nordamericana.
Parlo del Reader's Digest che con il suo mensile, battezzato in Italia Selezione, è stato dal 1948 fino al 2007 quando ha cessato le pubblicazioni in Italia un significativo esempio di corretto giornalismo e di editoria divulgativa.
Ebbene, nel mensile del Reader's Digest accadeva che alcuni giornalisti avevano il compito di controllare la veridicità di tutto quanto era scritto dai loro colleghi negli articoli pronti per la pubblicazione.
E gli articoli venivano pubblicati soltanto dopo questa accurata e meticolosa verifica. Uno stile operativo molto diffuso nella seria stampa nordamericana che non solo è garanzia della professionalità dei giornalisti ma che è anche una forma di rispetto verso il lettore.
Sì, certo, oltre Atlantico qualche episodio di bufale giornalistiche di tanto in tanto si verifica ma quando queste vengono scoperte il giornalista in questione viene subito messo alla porta.
In Italia, se si applicasse giornalisticamente lo stesso rigore e lo stesso sistema di controlli della attendibilità delle fonti e della veridicità delle notizie, credo che sarebbero davvero tanti i colleghi disoccupati.
Troppo spesso, sempre più spesso, il giornalismo all'italiana più che preoccuparsi dell'attendibilità e veridicità delle notizie si preoccupa dell'amicizia.
Ed allora se qualcosa te lo dice un amico, la prendi per oro colato, la pubblichi, senza neppure perdere tempo a fare un minimo di controllo e di approfondimento. Se poi unisci a questo il fatto che con il passare degli anni è andato sempre più diminuendo nei giornali come in molte altre realtà operative il numero di persone che occupano posti chiave per oggettivi meriti professionali ecco che nei giornali è venuto progressivamente a mancare quel filtro di controllo importante che erano un tempo i capi servizio, i capi redattori, fino ai direttori.
Quindi, sempre più spesso, capita di leggere su tanti giornali ma anche su tante agenzie stampa non notizie, informazioni inesatte, addirittura false che nel migliore dei casi sono frutto di sciatteria ed approssimazione e nei peggiori sono consapevoli operazioni di disinformazione a favore degli interessi di amici.
Io da sempre ho un grave difetto, non faccio salotto, non passo le giornate a curare le cosiddette pubbliche relazioni, non sto attaccato al telefonino a gigioneggiare con questo o quello che "potrebbe" servirmi sul piano della comunicazione né ho risorse da investire per affidarmi ad una agenzia specializzata che possa curare la immagine mia, della mia casa editrice e delle mie iniziative editoriali.
Allora accade quanto sta accadendo per quanto riguarda gli eBook.
Che il mio Simonelli Editore con il suo Progetto eBooksItalia, diventato operativo nel 2004 grazie ad una partneship tecnologica con Golem100, e che proprio nelle scorse settimane si è arricchito della partnership anche di A.L.I., uno dei grossi poli della distribuzione libraria in Italia, sia stato fra coloro che per primi hanno creduto nella potenzialità del libro elettronico è un dato di fatto.
E' scritto nelle storie degli eBook Made in Italy, come esistono on ed off line dettagli del Progetto eBooksItalia che fin da prima della sua nascita ufficiale ipotizzava la creazione - come poi è stata - di una realtà che consentisse da una parte ad ogni editore di entrare nel mercato del libro elettronico senza dover fare particolari investimenti, acquisendo gratuitamente tutto il know how sugli eBook accumulato da Simonelli Editore che sperimenta online l'editoria elettronica fin dall'inizio del 1996 (il suo primo eBook risale al 1997), e dall'altra con la "visione" di fare in eBook, dall'Italia, editoria multilingue.
Progetto eBooksItalia Sei Lingue si legge in un documento, corredato anche da un business plan, che ho cominciato a far circolare fra banche, compresa quella di riferimento di Simonelli Editore, IntesaSanpaolo, investitori, addetti ai lavori editoriali dagli inizi degli anni duemila alla ricerca di partnership finanziarie con chi avesse la mia stessa "visione" sulla eBook Revolution e volesse investire risorse per diventare protagonista di questo nuovo mercato.
Che dal 1997 avessi visto giusto sta nei fatti e sta sempre nei fatti che avessi visto giusto prima di chi è sceso ufficialmente in campo due anni dopo di me o addirittura poche settimane fa vantandosi tutti di essere i primi a fare quanto eBooksItalia sta facendo già da sei anni. Con la complicità, sì autentica complicità, di cosiddetti colleghi giornalisti che alla sacrosanta completezza dell'informazione antepongono la completezza della disinformazione. L'ultima notizia è dell'altro ieri in cui flash di agenzia annunciano la nascita della prima casa editrice con una linea editoriale esclusivamente in eBook e multilingue.
La solita scoperta dell'acqua calda visto che su eBooksItalia, se si va nella sua versione internazionale, sono presenti da tempo eBook Simonelli Editore e di altri editori italiani in altre lingue ed è da tempo che la mia casa editrice pubblica opere esclusivamente in versione elettronica (già oltre 500 i miei titoli soltanto in eBook). E proprio per questo e per non deludere coloro i quali comunque desiderano il volume cartaceo per molti di questi eBook ho creato la versione ExLibris ovvero la possibilità, per chi lo desidera, di ricevere il libro elettronico stampato esclusivamente per lui in volume e che giunge per posta dopo venti giorni dall'acquisto.
Miserie del giornalismo ma anche dell'arroganza di chi opera nell'editoria pensando che tutto cominci e finisca con lui, ignorando, anzi delegittimando l'onesto e serio lavoro che hanno fatto e fanno altri.
Certo, trovo per così dire curioso che queste realtà, con un progetto molto simile a quello di eBooksItalia abbiano da subito trovato grandi risorse finanziarie. Ed ancora più curioso è per me - ma da sempre mi sento davvero poco italiano perché sempre focalizzato sulla meritocrazia a tutti i livelli ed in senso lato - anzi mi pare quasi una bestemmia che in questo Paese si preferisca dilapidare risorse per creare dei cloni anzichè costruire e sviluppare là dove esistono già solide e consolidate basi.
Non si equivochi.
eBooksItalia c'è, cresce, si consolida e si rafforza sulle spalle di chi l'ha creata e dei suoi partner.
eBooksItalia ha una presenza online invidiabile ed un parco clienti che cresce anche perché da sempre cura la qualità non solo dei prodotti editoriali ma anche del servizio fornito.
eBooksItalia è, comunque si rigiri la frittata, lo store online che vanta attualmente il maggior numero di titoli in formato elettronico. Ed in più formati: Pdf, ePub, Pdb, Lit
eBooksItalia non teme la concorrenza, anzi la considera il sale della "battaglia" imprenditoriale, teme quella che io definisco la "impari" condicio, teme la solita "marmellata" all'italiana in cui il sistema bancario e finanziario dà ampie risorse a chi non solo sta emettendo i primi vagiti ma cerca di riprodurre progetti già in avanzato stadio di realizzazione da parte di altri. E francamente vedo molto a rischio questi investimenti su realtà che si preoccupano innanzitutto di sedi, di party che si comportano con logiche da old economy... come se il caso della grande libreria online realizzata anni fa dalla Feltrinelli e poi chiusa non avesse insegnato nulla agli investitori...
Ripeto, benvenuta la concorrenza.
Benvenuti i competitor, ma con idee nuove, innovative, originali.
Benvenuto un mercato degli eBook ricco di iniziative. Ma, diamine, ragazzi, smettiamola con i "giochetti".
eBooksItalia non fa parte di alcun "giro";
eBooksItalia produce da sei anni innovazione editoriale;
eBooksItalia svolge spontaneamente e gratuitamente una missione di "evangelizzazione" sugli eBook nei confronti delle altre case editrici, immaginando che convenga a tutti fare "sistema";
eBooksItalia ha una consolidata presenza online;
eBooksItalia è fatti, non parole;
eBooksItalia non ha l'arroganza di delegittimare il lavoro originale di nessuno e neppure la supponenza di rifiutare a priori alcuna ipotesi di collaborazione.
Certo, in un altro Paese meno clientelare del nostro, di fronte all'esplosione dell'interesse del mercato intorno agli eBook, una realtà consolidata come eBooksItalia avrebbe la fila di investitori interessati a farla diventare un grande business.
Ma, si sa, siamo in Italia e, salvo colpi di scena, siamo destinati a diventare davvero grandi da soli.
No problem.

[Hai un commento da fare? Invia una e-mail ad ed@simonel.com]


Fra furbizie e "non notizie"

10 Luglio - Ma quanto provincialismo e quante sciocche furberie si aggirano fra gli editori italiani!
E man mano che vanno affermandosi i libri elettronici, gli eBook, sono in tanti che danno il peggio di loro stessi giocando, con la complicità di un giornalismo sempre più approssimativo, disinformato e che troppo spesso scrive per sentito dire da qualche amico, su "non notizie".
Una "non notizia" è quella che ha spinto una casa editrice a fare addirittura un comunicato stampa per annunciare con trionfalismo che i propri eBook in formato Pdf ed ePub sono ora ottimamente leggibili sull'iPad...
Sì, appunto, una "non notizia" condita di furbizia.
Perchè?
Ma perché grazie all'aggiornamento recente rilasciato da Apple della sua Applicazione iBook che è stata lanciata con iPad ma che "gira" anche su iPhone ed iPod touch, tutti i libri elettronici in formato sia Pdf che ePub ora sono facilmente leggibili su questi apparecchi.
TUTTI I LIBRI ELETTRONICI DI TUTTE LE CASE EDITRICI - quindi anche tutti quelli di Simonelli Editore e delle oltre trenta case editrici che operano su eBooksItalia - e non soltanto gli eBook di quella che ha ritenuto opportuno fare un trionfale comunicato stampa con un annuncio che non annuncia niente.
L'episodio fa il paio con quello messo in piedi da un altro editore che all'indomani dell'uscita sul mercato dell'iPhone annunciò online con grande rullio di tamburi mediatici che i propri eBook si leggevano sul principe dei telefonini.
Ma poi si venne a scoprire che mica si leggevano perché il suddetto editore aveva fatto sviluppare una apposita applicazione ma semplicemente i suoi eBook si potevano sì, leggere sull'iPhone ma dopo aver "scaricato" una applicazione-browser che era gratuitamente disponibile per TUTTI.
eBooksItalia e Simonelli Editore fecero invece il loro comunicato stampa quando esordirono su AppStore di iTunes con una serie di eBook su applicazioni fatte sviluppare appositamente.
Altro stile, altra professionalità... Ma le provinciali furbizie da cui siamo circondati non finiscono qui.
C'è stata quella di chi, lanciandosi sul mercato degli eBook come fornitore di servizi ed eccitato per l'adesione alla sua offerta di alcune case editrici, circa un anno fa aprì un Blog testualmente intitolato "Finalmente Libri Elettronici Italiani Legali".
Oh, perbacco!
E che dire allora di quelli che c'erano di già fino a quel 2009, tutti realizzati perbenino, con il loro codice Isbn, con tutti gli attributi legali, intellettuali e commerciali al posto giusto?
Tutte le case editrici, a partire dalla mia, che dal 2004 producevano e vendevano i loro libri elettronici su eBooksItalia che cosa erano state fino a quel 2009: dei fuorilegge?
Macché, anche i nostri eBook erano e sono legali, naturalmente.
Quella è stata l'ennesima provocazione di chi in Italia - soprattutto in Italia - antepone l'apparire all'essere, crede che il silenzio sia l'arma migliore per emarginare la concorrenza, fa il democratico coltivando invece l'anima reazionaria di chi non ammette la libera concorrenza e quindi il libero confronto e sogna soltanto il monopolio.
Già, il monopolio...
Pare essere la grande aspirazione di chi fa megagalattici annunci, di megagalattiche alleanze editoriali e distributive (così megagalattiche che sono in attesa, per diventare operative, del via libera dell'antitrust e quando questo pass arriverà - non dubito che arriverà - sarà interessante leggerne le motivazioni/giustificazioni).
Sì, il monopolio...
Si sa, verba volant, non ho registrazioni ma ho udito fare da costoro in una pubblica riunione al Salone Internazionale del Libro di Torino che con la loro iniziativa hanno intenzione di avere con gli eBook lo stesso "monopolio" che hanno già nell'ambito della distribuzione dei libri...
Mah, che dire...
Stanno accadendo molte, strane cose intorno agli eBook.
Spuntano realtà con nomi ammiccanti ed apparenze di indipendenza e poi, gratta gratta, scopri che l'Amministratore Delegato è anche il vice presidente di un ramo editoriale di un grande gruppo editoriale...
Come ho detto anche in un recente video, noi di Simonelli Editore che abbiamo creato nel 2004 eBooksItalia anteponiamo l'ESSERE all'APPARIRE.
E lo abbiamo dimostrato aprendo con eBooksItalia una strada molto chiara, onesta, che ai Veri Editori Indipendenti offre l'opportunità di entrare nel nuovo mercato della editoria elettronica senza investimenti impossibili, senza lasciarsi imprigionare da assurde esclusive, senza cadere nella trappola di astuti fornitori ma avendo la possibilità di crescere e svilupparsi al proprio interno (attraverso la consulenza assolutamente gratuita offerta da eBooksItalia).
Un Progetto in cui o si Vince Tutti Insieme oppure non vince nessuno.
Un ambizioso progetto che presuppone di vivere in una Italia che finalmente esce dal provincialismo, dalle furberie, dalle trappole, trappoline e trappolette, in cui va avanti chi sa (e chi non sa non insegna ma se ne sta a casa a fare altro), in cui finalmente, in una visione globale, TUTTI I VERI EDITORI INDIPENDENTI fanno SISTEMA nella consapevolezza che l'editoria sta vivendo in questi e nei prossimi mesi una rivoluzione epocale.
Online, se ragionano con la testa della New e non della Old Economy, TUTTI I VERI EDITORI INDIPENDENTI che fanno sistema sono un blocco invincibile.
Naturalmente, se guidati da realtà come eBooksItalia che della Rete la sa più lunga di tutti sull'argomento, anche se fa comodo a qualcuno dell'ultima ora affermare che non ci sono esperti sugli eBook... e, detto questo, costoro cercano di accreditarsi come esperti, anzi come guru secondo il linguaggio di chi appare prima di essere...
Quanto provincialismo, quante furbizie...


A.L.I. entra in eBooksItalia

L'Agenzia Libraria International, uno dei maggiori poli della distribuzione libraria italiana, diventa partner del Progetto creato da Simonelli Editore con la partnership tecnologica di Golem100 e che da sei anni opera per portare gli editori italiani nel nuovo mercato dell'eBook

eBooksItalia.com continua a crescere.
Il Progetto creato sei anni fa da Simonelli Editore, con la collaborazione tecnologica di Golem100, ha ora trovato in A.L.I., Agenzia Libraria International, una partnership operativa e strategica per sviluppare la sua mission di offrire agli editori l'opportunità di entrare nel nuovo e promettente mercato dell'editoria elettronica.
«Sfruttare le sinergie tra A.L.I., Simonelli Editore, Golem100 allo scopo di far crescere il Progetto eBooksItalia.com dal punto di vista dei contenuti, degli utenti/clienti, del fatturato» è infatti la filosofia della partnership che vede ora la presenza anche di uno dei maggiori poli della distribuzione libraria italiana.
Una partnership che rafforza significativamente una realtà come eBooksItalia.com che opera sul mercato digitale online già da sei anni, con quindi una consolidata esperienza sul campo, e che ha già una "dote" di circa trenta realtà editoriali con una offerta di oltre 1000 titoli nei formati Pdf, ePub, Pdb, Lit.
Il Progetto eBooksItalia ha una sua originalità nel fatto di essere stato immaginato e realizzato da editori per editori. Elemento caratterizzante - oltre ad essere multiformato e multilingue - è che offre gratuitamente a tutte le case editrici che aderiscono tutto il know how necessario per realizzare libri elettronici insieme con una costante consulenza editoriale per la scelta dei contenuti che hanno le potenzialità di mercato migliori in formato eBook.

23 maggio 2010

22 maggio 2010

20 maggio 2010

19 maggio 2010

Chi si guarda allo specchio?

Sono giornalista professionista dal maggio 1972 e da 38 anni tutte le mattine mi guardo allo specchio senza alcun altro problema oltre quello di notare che, come per tutti, gli anni passano ed il mio volto ne porta il segno.
Ma non più di tanto, intendiamoci.
L'occhio è sempre vispo e limpido come lo è quello di chi va avanti per la sua strada, ogni giorno, zeppo di idee, di nuove idee da realizzare, che non perde un attimo del suo prezioso tempo (eh, sì, si vive una sola volta, amici miei...) a tramare, scopiazzare, a cercare di essere quello che non si è.
Già, io sono come sono: così.
Mi chiamo Luciano Simonelli, come sapete, ho sempre dei sogni, magari dei nuovi sogni da realizzare, e non mi pongo mai l'obiettivo di perdere il mio tempo a fare lo sgambetto a qualcuno, a cercare di intralciare il cammino di qualcun altro e meno che mai godo nel riuscire a fare lo sgambetto a questo o a quello. Operazioni del genere non solo sono delle cattive azioni ma sono sterili, sono, forse, la giustificazione della propria incapacità di creare qualcosa, di andare avanti, ma si arrotolano, anzi si aggrovigliano, in gomitoli fatti di rabbia, di invidia, di cattiveria.
Un atteggiamento tipico di chi è ormai consapevole, anche se non lo vuole ammettere, di essere creativamente incapace ed allora per continuare a rimanere a galla va per vie traverse, le vie dell'apparire invece che dell'essere.
Sorry, consentitemi, io sono.
E non nascondo affatto i miei limiti.
Quali?
Riuscire a sognare, sempre.
Riuscire a guardare avanti, sempre.
Riuscire a gioire e a complimentarmi quando vedo qualcosa che mi pare innovativamente intelligente, sempre.
Riuscire a pensare nel vero interesse della collettività dei colleghi editori, sempre.
Detesto, aborro, odio, grrrrrrrrrrrr...mi fanno letteralmente saltare i nervi i miserevoli atteggiamenti di chi impazzisce di fronte alla realtà di non essere stato lui ad avere prima una mia buona idea, di chi ha fatto la sganassante cicala sbeffeggiando la formica che, invece, pur ribadendogli che sbagliava, anno dopo anno, portava avanti un progetto ed un discorso che era valido, validissimo con il senno di poi, ma che per costui, o per costei, comunque sia, aveva un unico difetto: ahimé, non era stato lui o lei a crearla.
Ed allora, come ogni vigliacco o come ogni vigliacca, l'alternativa è una sola.
Allearsi a dei soldati "ventura" pronti ad offrire tanti regali pur di raggiungere altri obiettivi.
Ed il risultato quale sarà?
Il risultato sarà quello di svendere chi si dice di rappresentare agli interessi di qualcuno o di qualcosa che già esiste.
Appunto, a quella Grande Editoria che, invece, a parole, si dice di voler contrastare.
Non tanto con l'ambizione di distruggerla ma con quella di creare un onorevole spazio a chi si dice, a parole, di voler proteggere.
Invece, per un tozzo di un proprio piccolo e squallido interesse, sia quello di avere magari un sito gratuito, qualche ebook realizzato altrettanto gratuitamente, l'illusione di essere la controfigura di un protagonista o di una protagonista ma senza possedere gli strumenti di conoscenza indispensabili per poter diventare davvero protagonista, ecco che si svende l'unica occasione epocale per far sì che si rovesci il calzino di una medio-piccola editoria italiana malata, terribilmente malata.
Grazie a questi interessi privati in atti collettivi - fenomeno certo molto diffuso in questo Paese che antepone sempre il "io fo' un piacere a te e tu fai un piacere a me..." - tanti hanno perduta, senza ancora saperlo, la propria occasione di futuro.
Molti, ma certamente non io e chi la pensa come me, con semplicità, senza retropensieri ed invidie, con la curiosità e la voglia di andare avanti creativamente. Certo, la nostra azione sarà ora più difficile, ma essere una spina nel fianco di qualcuno che ha svenduto se stesso e chi rappresenta a chi dice di voler contrastare è già una grande soddisfazione.
E poi la vita è una sola e svegliarsi la mattina, guardarsi allo specchio e riconoscersi, come giornalista, prima che editore, è già un grande risultato.
Ma si guardano allo specchio quei "colleghi" giornalisti che scrivono per sentito dire o per raccomandazione, che magari tacciono di qualcosa o di qualcuno illudendosi che il loro silenzio sia determinante?
Poveri sciocchi, credono ancora che la cosiddetta carta stampata valga ancora qualcosa?
Non sanno che la Rete è la migliore amica di chi la usa correttamente per comunicare?
Se volete, vi aspetto al Salone Internazionale del Libro di Torino. Mi trovate quasi sempre dal 13 al 17 maggio allo Stand D26 del Padiglione 1.


Vuoi fare tu un commento?
Invia una e-mail ad
ed@simonel.com

No Comment...

Qualcuno mi scrive:
«Come mai taci? Come mai nel tuo Day by Day non trovo più i tuoi interventi quasi quotidiani?»

Se il mio "narcisismo" è lusingato di fronte a queste affettuose manifestazioni di crisi di astinenza dal sottoscritto e dall'Ante Blog che sto portando avanti online dal lontano 1996, da un altro punto di vista io stesso mi chiedo:
«Già, come mai, non sento l'impulso di mettermi quotidianamente al computer e scrivere la mia su questo e quello ma soprattutto sull'editoria?»

Un po' dipende dal fatto che da quando, alcuni anni fa, ho scoperto la possibilità di dialogare con i miei potenziali lettori attraverso i video depositati su YouTube molto di quello che scrivevo lo dico "quasi" in diretta. Ed ormai superano i duecento i miei interventi in questo senso.

Ma, bando alle scuse, diciamoci francamente che per certi versi comincio ad essere un po' stufo di scrivere, scrivere e scrivere in una realtà che di giorno in giorno si involgarisce nei modi e nello stile.
Una realtà in cui vedo davvero comparire tanti "nuovi mostri".

Prendiamo l'Editoria che, come ben sa chi mi segue da sempre, è la mia "fissa".

Chi mi conosce bene sa perfettamente che se c'è una persona che non è mai sfiorata dal sentimento dell'Invidia, che è la prima che si entusiasma e si complimenta quando vede un nuovo vero talento o scopre qualcuno o qualcosa di davvero innovativo sono proprio io.

Credo che non ci possa essere nessuno al mondo che mi possa rinfacciare un comportamento che non sia onesto ed eticamente corretto ed allora, forte di questa mia pulizia o candore di fondo, consentitemi che la scelta di tacere, del no comment di fronte a tanti squallori forse è la migliore.

La scelta del "no comment" è la migliore di fronte a chi per pura invidia e voglia di protagonismo - ma protagonisti di qualcosa lo si diventa sulla base di quello che oggettivamente si fa o si è fatto - cerca di usare pateticamente l'arma della "delegittimazione", negando l'evidenza, dicendo di fare gli interessi della collettività editoriale mentre cura in realtà solo quelli del suo orticello accattonando servizi editoriali gratuiti per sé.

La scelta del "no comment" è la migliore di fronte a chi fornisce tali servizi editoriali e nell'affannosa ricerca di una propria clientela accetta desolanti compromessi come questo.

La scelta del "no comment" è la migliore di fronte ad e-mail firmate anonimamente "un piccolo editore" in cui mi si accusa di essere saccente ed anche antipatico nei miei video in quanto - aggiungo io - dico sempre chiaramente quello che penso su editori ed editoria. E pensate quanto è piccolo oltre che vigliacco quel "piccolo editore" che per dirmi queste cose non ha avuto il coraggio di mettere il suo nome e cognome.

La scelta del "no comment" è la migliore di fronte a chi, editore, non capisce quanto sia sciocco guardare sempre indietro, idolatrare il "profumo della carta" non capendo che continuando soltanto così la prospettiva certa di mercato per la medio-piccola editoria sarà quella di sentire il "profumo della carta... straccia".

La scelta del "no comment" è la migliore di fronte a chi in un mondo globalizzato non riesce a vedere oltre il proprio orticello, non riesce nemmeno ad immaginare sinergie, alleanze, fare "sistema".

Sì, amici miei...No Comment!


Vuoi fare tu un commento?
Invia una e-mail ad
ed@simonel.com

Quando c'era la vera satira...

Non so se sia capitato anche a voi ma quando ho avuto la brutta notizia della morte di Raimondo Vianello ho provato non soltanto malinconia e tristezza ma tanta, davvero tanta, nostalgia.
Già, nostalgia di una Italia che sorrideva e rideva a crepapelle ma con garbo, di una Italia che non confondeva mai l'ironia con l'insulto, di una Italia che sapeva graffiare senza bisogno di offendere e ferire, di una Italia in cui la comicità non era mai volgarità e meno che mai al servizio di questo e quello...
Eh, sì, di un'altra Italia che conservava ancora una sua eleganza, niente affatto becera e meno che mai volgare.
Raimondo Vianello, con il suo apparire un po' all'inglese, con quella sua espressione che si apriva costantemente in un sorriso che non esplodeva mai in una risata, con quei suoi occhi chiari carichi di ironia, ne diceva di battute, anche ferocissime, ma le porgeva senza mostrare mai cattiveria, anzi, il gusto della cattiveria, e soprattutto provocandoti sempre una liberatoria risata di sano divertimento.
All'inizio della sua carriera Raimondo Vianello pareva quasi quasi la "spalla" del suo primo compagno di palcoscenico, di Ugo Tognazzi.
Ma poi ti accorgevi - lo sanno benissimo quelli che come me hanno molti capelli bianchi ma hanno avuto la fortuna di vederli in quella mitica trasmissione tv che fu "Un, due, Tre" - che senza il Raimondo che interveniva a "rifinire" la gag il gioco comico non funzionava, anzi, in una sorta di thriller della comicità era Vianello il colpo di scena finale.
Poi questo caro amico di noi tutti, compagno di tanti, tanti anni di risate ha potuto esprimere tutta la sua grandezza di attore comico proprio quando la sua strada si è separara da quella di Ugo Tognazzi.
E le vita, l'amore, il grande amore di tutta un'esistenza gli ha regalato una compagna di vita e di palcoscenico come Sandra Mondaini con la quale ci ha deliziato per anni in situation-comedies che fanno ormai parte della storia della tv italiana.
Della bella Tv, di quella che per fare audience non aveva bisogno di reality ed altre sciocchezze del genere.
Raimondo e Sandra sono stati una coppia così unita, affiatata, fusa che in questo momento al dolore per la scomparsa di Vianello si unisce il dolore per la disperazione che starà provando lei, oggi che se ne è andato il marito, il compagno, il complice di una intera esistenza.
Forza, Sandra Mondaini, forza. E sorridi pensando a Raimondo, cercando di immaginare le battute ironiche che potrebbe inventare anche sulla sua morte.

7 Marzo 2010

12 Febbraio 2010 Chi tocca il Che, inteso come Guevara, muore... eh, sì, al Fatto Quotidiano di Travaglio & Co che un saggista libero come Leonardo Facco abbia scritto un documentatissimo saggio che dimostra come sia discutibile questa icona del Novecento - saggio che ho avuto il piacere e l'onore di pubblicare nel 2008: «C'era una volta il CHE» - non è andata proprio giù.
Facco, secondo l'articolista de Il Fatto Quotidiano è un "revisionista piccolo piccolo".
Non c'è peggior cieco di quello che non vuole vedere,
non c'è peggior sordo di quello che non vuole sentire,
non c'è peggior giornalista di quello che si inginocchia di fronte al conformismo di parte, ritiene irrilevanti i documenti che non confermano le sue tesi preconcette e non adempie a quello che è il top della sua missione: cercare sempre, costantemente, la verità.
E' quest'ultima missione che sta seguendo Leonardo Facco e la sto seguendo anch'io come editore e giornalista.
La stessa missione che ho seguito pubblicando testi di Norberto Bobbio e Massimo Caprara.
Ah, che piccolo Fatto è il Fatto...


30 Gennaio 2010



ePub, Kindle...la realtà è un'altra
cari amici editori

Il 7 gennaio 2010 si annuncia come una data molto importante nell'ambito degli eReader, degli apparecchi dedicati alla lettura di libri elettronici. Infatti il 7 gennaio 2010 viene presentato a Las Vegas quello che, si sussurra, sia l'apparecchio più innovativo in questo senso ovvero il QUE di Digital Editions, un eReader con una tecnologia e-Ink ancora più innovativa di quelle finora esistenti, che nasce da un progetto supportato da Barnes & Noble, con uno schermo più grande del solito e sul quale si potrà leggere una grande varietà di formati.
Non soltanto i soliti Pdf, ePub, Html, Jpeg, Gif, Png, Bmp ma anche i file di Microsoft Office, Rtf e il formato preferito da Barnes & Noble, il Pdb sia protetto sia non protetto.
Si dice anche che l'apparecchio, che ha uno schermo touch, ha un collegamento Wi-Fi per scaricare gli eBook, che comunque potranno essere caricati anche con un collegamento USB, e che potrà ricevere e-mail.
Tanti sono i si dice su questo apparecchio che comunque si presenta per molti versi innovativo. La verità, tutta la verità, si saprà appunto il 7 gennaio 2010.
E questa sarà la prima delle grandi novità che si preannunciano per il prossimo anno per quanto riguarda gli apparecchi di lettura degli eBook - un altro, attesissimo e più volte annunciato è quello della Apple - che permetteranno di fare molte altre cose oltre a leggere un libro elettronico.
Ma ci sarà occasione per scendere di più nei dettagli quando gli apparecchi saranno sul mercato.
Si possono però fin da ora fare alcune riflessioni su quelle che saranno le prospettive del mercato del libro elettronico che registra una forte crescita anche in Italia da cominciare a convincere tante case editrici della penisola, assurdamente scettiche, a cominciare a muoversi anche su questo mercato.
Un segnale tangibile lo si è avuto all'ultima fiera Più Libri Più Liberi a Roma, una quindicina di giorni fa, in cui si è parlato molto di eBook.
Alla luce di quello che accadrà, consentitemi di sottolineare che quanto sto proponendo con il Progetto eBooksItalia è francamente la visione più corretta e realistica per un editore che voglia entrare sul mercato del libro elettronico.
Di fronte a chi vuole dare una immagine francamente molto parziale, di parte, sostenendo che gli eBook debbono essere solo e soltanto in formato ePub offrendo servizi di digitalizzazione, il mio è un approccio quasi rivoluzionario. Io infatti propongo agli editori di essere solo e soltanto loro i protagonisti di questa eBook Revolution. Propongo di insegnare loro, di fornire tutto il know how pratico necessario per realizzare in casa gli eBook in ogni formato sia esso Pdf, ePub, Pdb o Lit. Insomma, generosamente, offro a tutti coloro che aderiscono al Progetto eBooksItalia un "workshop" che li metterà in grado di operare velocemente, economicamente, rimanendo sempre Editori Indipendenti, senza cadere nelle logiche di qualche nascente od immaginato monopolio.
Non è affatto vero che il mondo degli eBook comincia e finisce con il formato ePub. Le statistiche internazionali dimostrano che i formati più venduti sono nell'ordine il Pdf, il Pdb, il Lit, l'ePub.
Sì, certo, quest'ultimo è stato scelto formalmente come standard da poco più di un anno, certamente la sua diffusione aumenterà ma sarà uno, soltanto uno dei formati disponibili.
Anche la grande eccitazione sorta intorno ad Amazon ed al suo Kindle dopo la decisione di commercializzare e rendere operativo questo eReader anche fuori dai confini americani andrebbe ridimensionata.
Ad oggi, resta ancora il limite, checché se ne dica, che un editore che non abbia un riferimento ed un conto bancario negli Stati Uniti non può mettere in vendita i propri eBook su Amazon.
Ma anche quando questo limite cadrà gli editori che volessero realizzare eBook nel formato proprietario di Amazon non dovranno fare altro che entrare nella Digital Text Platform sempre di Amazon ed operare per realizzare i libri elettronici per Kindle. Inoltre, non si deve sottovalutare il fatto che l'apparecchio di Amazon da poche settimane si è aperto al formato Pdf che, se formattato nella maniera giusta, è già perfettamente compatibile.
E c'è un altro formato che è già perfettamente compatibile con iPhone.
E' appunto quel Pdb, sì il Palm digital format, che tanto piace a Barnes&Noble da quando ha acquistato eReader.com, la più grande libreria online in questo formato. Basta infatti scaricare sul proprio iPhone il browser gratuito messo a punto da eReader ed ecco che quasiasi file di eBook in formato Pdb è leggibile anche lì.
Insomma, amici miei, il Progetto eBooksItalia è meno "scioccherello" od obsoleto come qualcuno vorrebbe far credere.
I fatti dimostrano che si sta muovendo realisticamente sia dalla parte degli editori e dei lettori.
Con il Progetto eBooksItalia io non coltivo sogni ma cavalco la realtà, regalo generosamente ai colleghi che lo desiderano il mio know how accumulato in anni di sperimentazioni (opero sugli eBook dal 1997), li faccio quindi crescere professionalmente chiedendo loro di rischiare soltanto 120,00 euro l'anno per ogni 100 eBook inseriti in vendita su eBooksItalia e facendo loro guadagnare da subito il 60 per cento di ogni eBook venduto.
Sereno Natale a tutti e che il 2010 porti davvero grandi soddisfazioni a chiunque opera nell'editoria sia tradizionale che digitale.

[Hai un commento da fare? Invia una e-mail ad ed@simonel.com]

Luciano Simonelli


TO INVESTORS: We have a Project on eBooks and Multimedia Publishing. If you could be interested in investing on it, please phone to Simonelli Editore: +390229010507. Or send an e-mail to: ed@simonel.com







Luciano Simonelli

Diventa anche tu Fan Guarda le mie Video Conversazioni


Gli eBook Simonelli Editore possono essere letti anche sugli iPhone e sugli iPod touch
In vendita nell’Apple Store di iTunes

Diventa anche tu Fan

Diventa anche tu Fan

© Copyright Simonelli® Editore - All the rights are worldwide reserved