La
Gatta presciolosa ha fatto i micini ciechi
“Presciolosa” è la parola che, in dialetto romano, significa
“frettolosa”.
Serve ad indicare, oggi più che mai, l’importanza della attenta
ponderazione in ogni nostro gesto.
Tutte le nostre azioni quotidiane possono divenire funeste se
dimentichiamo l’esercizio del controllo mentre le eseguiamo.
Il compito di vivere è sempre più difficile e chiama a responsabilità
una volta inimmaginabili.
Si prova un sentimento di amarezza nel sentire che,
dopo il tragico caso dei trapianti di
organi prelevati da una donatrice sieropositiva, si
sia pensato ad istituire un protocollo medico al fine di imporre,
sull’organo destinato al trapianto, la certificazione di due biologi,
anziché di uno solo.
Viene da pensare come sia stato possibile considerare, sino ad ora,
sufficiente il controllo di un solo medico…
L’errore umano è sempre in agguato e la vita frenetica alla quale siamo
sottoposti obbliga ad una deontologia da applicare con costanza in ogni
settore.
Non due ma tre persone sono necessarie a garantire l’esatta trascrizione
di un referto medico, non un orecchio solo ma tre servono a rileggere il
testo di una legge.
Al fine di non fare altre vittime oltre a quella causata dall’errore,
poiché chi lo ha commesso ora si trova ad essere sospeso dal lavoro ed
indagato …
Mentre ad essere perseguito dovrebbe essere soprattutto il sistema che
non ha saputo dettare regole atte a vigilare sull’operato e prevenire
eventuali lesioni .
Abbiamo grosse responsabilità nei confronti dei nostri simili e noi, che
siamo stati allevati nella cultura dell’amore e non in quella dell’odio,
dobbiamo imparare a muoverci con più rispetto verso il prossimo. La
superficialità e la fretta sono imperfezioni da bandire.
Non so quando l’uomo imparerà a fermarsi e a riflettere sulla direzione
presa dal proprio cammino.
Quando riuscirà a prendere distanza da se stesso e dai suoi egoismi per
valutare il proprio operato.
Me lo chiedo perché mi accorgo del vortice nel quale siamo tutti
precipitati, nessuno escluso.
Io per prima mi soffermo a guardare indietro e mi rifletto a lungo nello
specchio quasi avessi paura di scorgervi il ritratto di Dorian Gray che
avvizzisce al posto del mio viso.
La superficialità, la fretta, l’assenza dei valori sono elementi della
cultura dell’odio che porta ad allearsi puntando sulle inimicizie comuni
piuttosto che impegnarsi a costruire insieme.
E’ più facile iniziare un rapporto parlando male di qualcuno solo perché
si diventa da subito complici nell'obiettivo comune di distruggere
l’avversario.
E’ più difficile, in una nuova amicizia, perseguire il fine comune
riuscendo a parlare bene degli altri perché si rischia di avvantaggiare
qualcuno a scapito di noi stessi .
E così, in maniera superficiale, si perdono i valori e l’uomo non sa più
quale sia il suo traguardo, l’obiettivo da cercare di raggiungere.
Si dimentica l’amore per il prossimo e si persegue il più facile cammino
della sopraffazione e della lotta, da vincere ad ogni costo, contro
ipotetici nemici; mentre sono la superficialità e l’approssimazione
della nostra vita convulsa che causano le paranoie che li rendono tali
ai nostri occhi.
Si va allo stadio non per sostenere la squadra del nostro cuore ma per
scontrarsi con il team avversario.
Non si ritiene più utile sostenere la propria formazione ma si
preferisce esternare l’odio agli avversari.
E’ un brutto momento, davvero…
Perché il concetto dell’istinto umano è un luogo comune.
Noi siamo fatti di identità costruite in noi stessi e ad esse va posta
la massima attenzione perché possono divenire scatenanti.
Fermarsi a riflettere, accettare le correzioni e le indicazioni potrebbe
essere la via per ricuperare la nostra umanità.
In tutti i settori…
Nel nostro Bel Paese l’impresa familiare rappresenta il perno della
nostra economia, i piccoli artigiani e i commercianti sono un valore di
assoluto rilievo e bisogna imparare, anche in questo caso, a rispettare
le loro necessità di vita e , in molti casi, di sopravvivenza.
Proprio in questi giorni si cominciano ad analizzare i bilanci sugli
effetti delle leggi, varate alla spicciolata, che hanno avuto il potere,
nell’anno 2006, di innalzare il debito delle famiglie medie italiane a
euro 17.184,00 .
La Gatta presciolosa ha fatto i micini ciechi…..
Le leggi varate si sono rivelate inique e destabilizzanti con il
risultato che il denaro scarseggia nelle borse del ceto medio italiano…
Basta fare una breve ricognizione nei negozi delle nostre città per
accorgersi come la situazione sia grave.
I piccoli e medi imprenditori si lamentano perché i loro clienti non
sanno come pagare le ordinazioni: hanno paura ad emettere assegni o a
ricorrere alla carta di credito per saldare gli acquisti in precedenza
effettuati e preferiscono usare, anche per piccole somme, il denaro
contante, che , spesso, non si riesce a reperire .
E’ un ingranaggio, una ruota che porta i conti bancari sempre più in
rosso e che, alla fine , impedisce di fatto il pagamento delle tasse.

Lo Stato diventa uguale ad un gatto che si morde la coda
Come mai?
Perché un piccolo o medio imprenditore , titolare di Partita Iva, è
costretto , in questi giorni, a cimentarsi, per poter pagare le tasse,
con un “problema aggiunto”.
Per Legge le tasse degli imprenditori vanno saldate attraverso Internet, ma se il conto corrente è in rosso, anche di un solo euro, l’imposta
non viene pagata con conseguenze esose.
Resta, in questa malaugurata ipotesi di illiquidità bancaria, la
soluzione di affidare il proprio denaro ad un commercialista che, previo
compenso, provvederà al pagamento…senza essere sicuri, anche in questo
caso, della riuscita. Perché potrebbe verificarsi che anche il conto del
professionista sia uscito dal fido, magari a causa di un assegno non
andato a buon fine nei tempi necessari per rispettare la scadenza
fiscale.
Fino all’anno 2006, con il conto in rosso, si poteva rompere il
“salvadanaio” e correre a pagare la delega in Posta o in una qualsiasi
agenzia bancaria
Oggi o si hanno i soldi in banca o si diventa morosi.
Tenendo conto dello sforzo che il nostro Governo ha chiesto agli
Italiani, con i maggiori prelievi sulle buste paga e sugli assegni
familiari, ad esempio su quelli per i disabili, viene da pensare che
davvero qualcosa sia andato storto, sia sfuggito al legislatore che non
può e non deve, comunque, imporre “come” pagare le tasse .
Occorre una rivisitazione urgente delle Leggi emanate che stanno
strangolando una economia che, mi permetto di ricordare, è composta da
piccoli e medi imprenditori.
Qui da noi, in Liguria, la Regione ha imposto di chiudere al pubblico i
negozi nel giorno della Domenica. Alla faccia della tanto richiamata
Liberalizzazione !
Hanno aderito solo quei commercianti che, di fatto, usano le proprie
attività per riciclare il denaro e i cui negozi sono sempre vuoti anche
se le casse registrano costantemente incassi. Attività che servono solo
al lavaggio del denaro sporco.
Tutti gli altri si sono opposti con veemenza alla chiusura nell’unico
giorno in cui si registra il maggiore afflusso di clientela.
Non importa se non si può andare a casa a mangiare il pranzo della
domenica perché è necessario lavorare per risollevare le casse esauste.
L’idea malsana che quelli che non ce la fanno debbano chiudere …non la
si manda proprio giù.
Noi popolo di artigiani e imprenditori ci rifiutiamo di cedere il posto
ai negozi all’ingrosso di merci provenienti dalla Cina , ad un
artigianato made in Taiwan !
E’ meglio tenerlo presente…
Chiediamo, ai legislatori, un filo di considerazione per le necessità
contingenti e un poco di amore nell’eseguire il compito di far quadrare
il Bilancio dello Stato.
Lo chiediamo con la consapevolezza che si può fare, si può tornare
indietro, si può rimediare.
Una bella frase augurale l’ ho sentita nella presentazione del filmato
per Rai Uno “Il Figlio della Luna” sulla storia di un diversamente abile
che oggi è divenuto un fisico nucleare.
“Ti diranno che non si può volare. Poi c’è uno che ci riesce …e volano
tutti !”

C U Soon ...o per meglio dire alla prossima!
Vostra
www.elygalleaniblog.com
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Ely Galleani
Dal ruolo di attrice a quello attuale
di ragioniera, da moglie di Carlo Vanzina a single convinta.
Da amica dei registi Dino Risi, Mario Monicelli, Roman Polanski a
Michelangelo Antonioni... Intreccia esperienze di vita con i pittori Mario Schifano,
Alighiero e Boetti, Tano Festa. Un percorso vissuto fino all'ultimo
respiro... in punta di piedi per non sprofondare nelle buche più
dure.
Entusiasta nell'apprendimento del vivere, viaggia per
conoscere , studia i geroglifici per scoprire nuove etimologie,
impara a giocare con le parole per scoprire un nuovo significato, un
filo conduttore.
Ama la tavola ... ma non ingrassare!
Conserva i
sapori della vita,gli apprendimenti senza perdere il proprio lato
infantile, il desiderio di giocare.
Crede nel web, nella possibilità
di una nuova forma di comunicazione
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