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Day by Day Pensieri quasi quotidiani ad alta voce -

Il più "antico" Blog della Rete: dal maggio 1996...
di Luciano Simonelli
[Non mi conosci? Clicca sul mio nome per sapere chi sono]

 In SeBook - Simonelli electronic Book: Diario del Novecento - Dieci giornalisti e un Editore - Dentro la Danza - 100 Miliardi di Dollari - I Sette Occhi della Vita
«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita. Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano»
Oriana Fallaci(da un'intervista del 1979, di Luciano Simonelli, approvata dalla scrittrice).

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INDICE DEI PENSIERINI
[Clicca sul giorno o sul titolo per andare al pensierino che interessa]

29 Novembre - Un po' di nausea
8 Novembre - basta una domanda
7 Ottobre - Io non mollo, ma ho una strategia
29 Settembre - Se Apple e Microsoft...
29 Settembre - Quando si perde il senso della misura...
28 Settembre - Perché non si fanno gare d'appalto?
20 Settembre - L'esempio di "Libri in Cantina"
17 Settembre - Brutte notizie,oggi,da Kabul
14 Settembre - Rassegnatevi, l'eBook esiste
10 Settembre - Libertà di Stampa?!
24 Agosto - Il vero giornalismo
7 Agosto - Mancanza di Generosità, di Coraggio e di una Visione del Futuro
4 Agosto - Leggo soltanto ora...
3 Agosto - I furbetti calabresi: presentata querela per truffa
31 Luglio - Chiedo aiuto alla Associazione NEC, Nuova Editrice Calabrese, di Cotronei
29 Luglio - Qualcuno a Cotronei riconosce questa firma?
28 Luglio - Il Quotidiano di Calabria dà voce alla mia denuncia
25 Luglio - Siamo un Paese da Rieducare?
23 Luglio - I furbetti calabresi hanno una sola possibilità...
22 Luglio - Cari amici librai calabresi...
21 Luglio - EXPOTOUR Onlus - Via Primo Maggio, 15 - COTRONEI (Crotone)
20 Luglio - eBooksItalia cresce molto bene
19 Luglio - Il fiume scorre e quelli di Expotour Onlus...
18 Luglio - ...ed ora l'iPhone scaccia anche le zanzare
17 Luglio - Onestà morale ed intellettuale
16 Luglio - Chi conosce Expotour Onlus di Crotone?
15 Luglio - Altri anni, Altre Vacanze, Altre Storie...
14 Luglio - La telecamera mancata
13 Luglio - Parliamoci francamente...
12 Luglio - Dimmi come ti chiami
11 Luglio - Io insisto
10 Luglio - Questi valori non mi piacciono
9 Luglio - Chi ci difende dalle Banche?



Luciano Simonelli riprende il discorso della truffa subita dalla sua e da altre undici case editrici da parte di una fantomatica onlus di Cotronei. Lo spunto glielo danno due e-mail di video-lettori


I Thriller di Luciano Simonelli: «Cento Miliardi di Dollari» e «I Sette Occhi della Vita»: diciannove eBook per rimanere col fiato sospeso fino all'ultima pagina.


Per sapere davvero tutto sul BlackBerry. Un eBook indispensabile per i "comunicazione dipendenti"


Una pandemia influenzale venuta da 25.000 anni fa...Un romanzo in eBook anche di divulgazione scientifica.


I Gialli di Maria Santini in volume ed eBook


«L'uomo che controllava i binari», un romanzo, un documento, una testimonianza, un eBook per capire i Paesi balcanici.


Un Libro ed un eBook pericolosi...
Lettera Aperta al Sindaco di Cotronei


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Lettera Aperta al Sindaco di Cotronei


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Rassegnatevi: gli eBook ci sono


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Lettera Aperta al Sindaco di Cotronei


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Ombre sui libri di testo


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Editoria scolastica, Giornalismo & Altro...


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Non mi impicco


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...ed ecco gli ExLibris


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L'Articolo 15 della Costituzione


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29 Novembre - Un po' di nausea, concedetemelo, viene.
Non sono certamente molto popolare perché innanzitutto dico liberamente, sempre, quello che penso; sono davvero intollerante di fronte a chi apre bocca e gli dà fiato per dire la sua su cose che non conosce; sono istintivamente animato da una moto ideale che mi dà una naturale repulsione e reazione nei confronti di chi immagina furbate o pseudo astuzie oppure, chiamiamole con il loro nome tanto per farmi nuovi amici, scorrettezze. E' per me molto difficile in questa realtà in cui in troppi rispondono con un sorriso quando una persona ti manda "a cagare", ti dà dello "stronzo", cerca in qualche modo di delegittimarti dicendoti dietro le spalle cose che è meglio non sentire.
E, con le nuove tecnologie, chi le sa usare, sfrutta in maniera vigliacca certi automatismi per delegittimare la concorrenza.
Già, basta fare una pagina con un titolo e dei meta tag ambigui oppure fuorvianti ed ecco che i motori di ricerca restituiscono all'ignaro ed innocente "navigante" definizioni inesatte e fuorvianti di un lavoro che tu stai portando avanti onestamente e correttamente da alcuni anni.
Un po' di nausea mi viene e diventa ancora più forte di fronte alle reazioni da mammoletta innocente di tutti costoro che, anziché giocare sui fatti, giocano sull'apparenza dei fatti annunciando, ancor prima di averlo dimostrato, che loro fanno le cose bene e che chi c'era e c'è prima di loro ad operare sullo stesso fronte ha operato e sta operando in maniera sbagliata.
Diamine, ragazzi!
Se c'è un sentimento che non mi sfiora neppure lontanamente è l'invidia.
Se c'è una persona che gioisce, davvero, anzi si entusiasma quando si trova di fronte a soluzioni intelligenti, innovative, realizzate da altri sono io.
Se c'è una persona che però non sopporta l'arroganza di chi, per definizione o per abile uso delle pubbliche relazioni, si autodefinisce il migliore senza avere dimostrato di esserlo sono sempre io.
Saranno sfumature per quelli che sono abituati a "mandare a cagare" o a dare degli "stronzi" ma è su queste sfumature, sul rispetto di queste sfumature, che si misura la civiltà delle relazioni e dei rapporti sia personali sia imprenditoriali.
No, io non voglio cadere in questo brutto vortice, non mi appartiene. Continuo a credere, banalmente, nelle buone maniere e in comportamenti leali, senza alcun retro pensiero.
E rivendico il diritto di irritarmi tutte le volte in cui accade quello che ho appena detto.
Una irritazione per il modo, per la mancanza di stile, per la cattiva educazione di certi atteggiamenti.
Sì, rivendico il diritto di irritarmi perché pretendo di vivere in una società più civile.
E dietro la mia irritazione - anche se per troppi è difficile capirlo - non c'è alcun sentimento di invidia per chissacché, c'è solo e soltanto la pretesa di vivere in una società in cui ci si confronta, liberamente, costantemente, legittimamente ma non si usa MAI l'arma vigliacca di delegittimare i propri concorrenti.

[Invia una e-mail ad ed@simonel.com]

8 Novembre - Basta una domanda.
Qual è in Italia una Libreria di eBook che gestisce contemporaneamente libri elettronici nei formati Pdf, ePub, Pdb e Lit?

Guardatevi intorno, navigate, navigate, formulate la domanda su Google o su ogni altro motore di ricerca e troverete soltanto una risposta.

E' eBooksItalia, soltanto eBooksItalia, l'unica Libreria degli eBook in cui si possono trovare libri elettronici in tutti questi formati:

- Pdf (Portable document format) è il più diffuso dei formati anche perché non c'è computer fisso/portatile/notebook o qualsiasi apparecchio di lettura dei libri elettronici che non abbia preinstallato il Reader. E questo formato, se il libro elettronico è stato impaginato secondo certi parametri (come per la maggio parte dei Pdf in vendita su eBooksItalia), è confortevolmente leggibile su ogni apparecchio di lettura per gli eBook con schermo con tecnologia e-Ink.

- ePub (electronic Publication) è quello che è stato dichiarato lo standard ufficiale degli eBook dall'International Digital Publishing Forum (di cui fa parte un nutrito gruppo di produttori di software, case editrici, aziende che operano nell'ambito dell'editoria elettronica che dal 1999 operano per mettere a punto uno standard comune).

- Pdb (Palm data base) è un formato nato per essere letto sui palmari come Palm, appunto, ma che, scaricando gli appositi Reader gratuiti possono essere letti su un'infinità di altri apparecchi oltre il Palm (iPhone ed iPod touch, BlackBerry, PalmOS, PocketPC 2002 o precedenti, WindowsMobile Smartphone e PocketPC 2003 o successivi, Symbian) ed anche su computer fissi e portatili con sistemi operativi Windows e Mac Os.

- Lit (Literature) è il formato creato nel 2000 dalla Microsoft ed è leggibile attraverso il Microsoft Reader. Un formato che "gira" soltanto sui PC, sui Pocket PC 2002, Tablet PC, con sistema operativo Windows

Ecco questo è il bouquet di formati eBook che distribuisce eBooksItalia e non si tratta di una scelta casuale ma che vuole invece rispondere alle molteplici esigenze sia degli editori sia dei lettori nei confronti dei libri elettronici.

eBooksItalia che si muove sul mercato del libro elettronico ufficialmente dal 2004 (ma in realtà ho operato e sperimentato in questo ambito fin dal 1997 attraverso Simonelli Editore, che ha dato vita insieme con Golem100, a questa libreria degli eBook multiformato, unica in Italia) ha nel suo DNA il fatto di avere solide radici editoriali.

Questo vuol dire che si avvicina al libro elettronico non con un atteggiamento di sudditanza nei confronti dei produttori di software e dei cosiddetti "profeti" delle nuove tecnologie, vuol dire che cavalca con convinzione e determinazione la tigre di una trasformazione epocale nel mondo dell'editoria libraria ma volendo esserne coprotagonista, non subendo la tecnologia ma coniugandola al meglio con le proprie esigenze editoriali.

Ed allora ecco che tutti i formati che accoglie eBooksItalia hanno una loro ragione editoriale ed anche commerciale per esserci e per convivere con gli altri.

Ragionamenti che nel dettaglio faccio con tutti gli editori che aderiscono al eBooksItalia, entrando nel nuovo mercato dell'editoria dei libri ad investimento tecnologico Zero, "rischiando" 100,00 euro l'anno per ogni 100 titoli di eBook messi in vendita e ricevendo da subito il 60% di ogni eBook venduto.

Sì, queste valutazioni strategiche fanno parte del Pacchetto di Consulenza che eBooksItaliaoffre ai colleghi editori che aderiscono al suo progetto. Un Pacchetto che comprende anche tutte le informazioni e le modalità da seguire per riuscire a realizzare direttamente in casa editrice i file degli eBook.

Insomma, aderendo al Progetto si ha di fatto la possibilità di accrescere significativamente il proprio know how. Una cosa piuttosto inconsueta e certamente eticamente in controtendenza - ne converrete - rispetto alle "atmosfere" che si respirano nel mondo editoriale.

Ma questo nasce dalle radici di eBooksItalia che, come già detto, sono quelle di Simonelli Editore, una casa editrice che dalla sua nascita, nel 1996, non ha mai rinunciato alla sua generosa pulsione di condividere online tutte le proprie scoperte "tecnologiche" con gli altri editori.

E continua a farlo anche se l'invidia di alcuni - quelli senza idee e non sufficientemente maturi per ammettere la propria incompetenza - "sogna" di cancellare una realtà che non soltanto esiste ma cresce rigogliosamente.

Sempre in controtendenza di fronte al tran tran quotidiano in cui è ahimé sempre più vero il detto che chi "non sa insegna" lancio una sfida a quelli che si proclamano i "guru" dell'eBook.

Li sfido a passare dalla teoria alla pratica, a dimostrare di saper passare dalle parole, dalle teorie ai fatti.

Già, prima di teorizzare, loro, personalmente, sanno come realizzare il file di un eBook nei vari formati disponibili?

Io sì ed avendo questo know how so anche quello che non funziona. E studio come superare il problema, come migliorare le cose.

Ma nessun accoglierà questa sfida... meglio parlare, parlare, fare salotto e poi, per loro, l'eBook che cos'è semplicemente la "conversione" di un testo in un certo formato.

Poi, se il lettore finale si troverà di fronte un prodotto scadente...

[Invia una e-mail ad ed@simonel.com]

7 Ottobre - Io non mollo, ma ho una strategia. Sì, lo vedo già il ridacchiare di quelli che non mi vogliono bene perché mi muovo nel mondo dell'editoria guardando avanti - spesso, forse, troppo avanti - avendo una istintivamente naturale idiosincrasia verso la stragrande maggioranza di opportunisti ed anche di coloro i quali portano avanti questa professione con poca creatività, con lo spirito del dottor Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, imbastendo affaretti ed affarucci, volando sempre più basso e con una forte vocazione a rubacchiare ideuzze un po' qua e un po' là.
Certamente facendo queste affermazioni non cresce il numero dei miei pochi fan. Ma preferisco muovermi nella ristretta cerchia di persone che credono ancora e fermamente nella correttezza come nella lealtà che in quella più vasta dell'ambiguità, dove tutto è appiccicoso, diciamocelo un po' melmoso, e non sai mai che cosa ci sia davvero dietro un sorriso.
Retorica?
La retorica di chi da sempre, quotidianamente, paga il suo conto per non avere mai alcuna esitazione a guardarsi allo specchio.
Dunque, lo dico a chi mi è veramente amico, io non mollo ma ho una strategia.
E se affermo che, editorialmente parlando, sono nel giusto non è da parte mia un atto di presunzione e di arroganza. E', consentitemi, sapere e volere - sottolineo volere - leggere segnali oggettivi e le tante sfumature ad essi callegate.
Volere, appunto.
Ma tanti, troppi, nel mondo dell'editoria dei libri non vogliono affatto vedere la realtà, sono, se va male, ottusi e, se va bene, illusi.
Sì, proprio illusi che quanto sta accadendo intorno a loro sia qualcosa di passeggero, che poi tutto tornerà come prima.
Perché il prima era forse l'Eden?
Corro il rischio di non farmi capire da tutti se affermo che andrà davvero poco lontano chi immagina che fare l'editore di libri oggi voglia dire ignorare o sottovalutare la portata di tutto il resto che avviene intorno a tutti noi.
No, non si può, non è possibile amici miei, questa è la realtà, con questa realtà dobbiamo fare i conti e ci possiamo porre di fronte ad essa o facendo lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia ed ignora tutto oppure capirla, analizzarla così profondamente da appropriarsene per poi riuscire ad usarla creativamente.
Ecco, io non faccio lo struzzo ma ho seguito e seguo la seconda via.
Appropriarsi, appunto, dei nuovi strumenti che lo sviluppo tecnologico ci offre giorno dopo giorno per usarli per sviluppare i propri progetti. Un esercizio utile, molto utile, vi assicuro, che se si possiede davvero un briciolo di creatività apre orizzonti che non avreste mai immaginato.
Quando affermo che "Il Terzo Millennio è arrivato nell'Editoria" intendo appunto questo.
Sì, questo modo di porsi di fronte alla realtà.
"Rieccolo" scommetto che penserà qualcuno di quelli che non ha ancora capito nulla di me oppure è in malafede, "ora ci riempie la testa con il solito discorso degli eBook, dei Libri Elettronici..."
Spiacente di deludervi, superficiali nemici miei.
Alla fine ci entreranno anche loro nel mio ragionamento ma nell'ambito di una architettura molto più articolata che a mio parere dovrebbe essere quella di una consapevole casa editrice.
Dire che il Terzo Millennio è arrivato nell'Editoria significa che nell'ambito della cosiddetta editoria tradizionale è oggettivamente giunto il momento di cambiare le regole di un vecchio "gioco" nel quale ormai non vi è più spazio - con le regole attualmente in vigore - per le medie, piccole e piccolissime case editrici e non vi è per loro alcuna possibilità di crescita.
Oggettivamente, perché di giorno in giorno scompaiono le piccole librerie ed aumentano i supermarket del libro o si impongono catene di librerie che sono in genere di proprietà di grossi marchi editoriali: realtà nelle quali le medie, piccole, piccolissime case editrici, pur investendo il sessanta per cento del proprio fatturato in una promozione e distribuzione nazionale, potranno avere una presenza ed una visibilità marginali. Realtà in cui - e questo è ancora più importante - le medie, piccole e piccolissime case editrici sono considerate una sorta di "terzo incomodo".
Lo dimostra il fatto che nessuna di queste librerie nei casi in cui venda tutta la prima fornitura di copie di un volume non pensa affatto a riordinarne altre, soffocando così sul nascere possibili "campioni di vendita". Sì, certo, se la richiesta di quel titolo fosse pressante da parte dei lettori lo farebbe ma una casa editrice non cresce con i rari ed occasionali best seller, cresce davvero se riesce ad intercettare la reale richiesta dei lettori anche se diluita nel medio periodo.
Diventano invece come bambini soffocati nella culla quei libri che hanno la reale potenzialità di crescere nel numero di copie vendute ma viene loro impedito di farlo perché i supermarket del libro non riordinano. E se non riordinano le case editrici che li producono non crescono.
Non crescono neppure quando invece i libri delle medie, piccole e piccolissime case editrici vengono usati dalle librerie come carta moneta.
Proprio così, e vi spiego come.
Quando le librerie devono fare cassa per pagare il venduto dei grossi gruppi editoriali fanno la resa dei libri delle medie, piccole e piccolissime case editrici (Per chi non lo sapesse, sui libri c'è il diritto di resa. Questo vuol dire che le librerie ne acquistano un certo numero di copie e le pagano con lo sconto previsto ma hanno il diritto di poter rendere quelle non vendute ricevendo indietro il denaro. Se esercitato correttamente questo diritto la resa dovrebbe scattare quando effettivamente un libro non si vende ma spesso accade che si decida di fare la resa indipendentemente da questo per fare cassa...)...
Insomma, una situazione insostenibile per le medie, piccole, piccolissime case editrici che sono di fatto - lo ripeuna sorta di "terzo incomodo" delle librerie, non hanno la visibilità necessaria, non vedono riordinare i loro libri quando vengono venduti e spesso vengono beffati da spregiudicate operazioni di "resa".
Ecco, quando dico che "Il Terzo Millennio è Arrivato nell'Editoria", intendo innanzitutto affermare che Il Terzo Millennio nell'Editoria deve voler dire cambiare le regole del gioco per le medie, piccole e piccolissime case editrici.
Quelle applicate finora per tutti sono invece tagliate su misura dei grossi gruppi editoriali con centinaia di novità al mese, con un notevole turnover delle novità.
Dentro queste regole le medie, piccole, piccolissime case editrici che pubblicano soltanto 12/20/50 novità l'anno sono destinate a rimanere ai margini, non hanno una speranza di futuro, sono praticamente dei "morti viventi".
No, non può continuare così.
Il Terzo Millennio deve voler dire cambiare radicalmente le regole del gioco, crearne di diverse per le medie, piccole e piccolissime case editrici.
Regole che regalino loro maggiore visibilità, che riducano o aboliscano il diritto di resa per i loro libri, regole che consentano loro di crescere, di svilupparsi.
Sono disponibili l'AIE, Fidare, la Associazione Librai Italiani, le maggiori società di Distribuzione Nazionale dei Libri a mettersi attorno ad un tavolo ed analizzare questa mia proposta di creare "regole del gioco" diverse per le medie, piccole e piccolissime case editrici?
Credo che dovrebbe essere nell'interesse generale del comparto dell'editoria creare modalità che consentano anche ai più piccoli di crescere e consentano quindi un aumento dei fatturati e della occupazione nel settore. Naturalmente, tutti i ragionamenti che sto facendo si riferiscono a medie, piccole e piccolissime case editrici per così dire "pure", che si assumano completamente il rischio d'impresa, a vere case editrici.
Non mi riferisco affatto alle tante, troppe case editrici, che pubblicano soltanto libri finanziati da enti pubblici, siano Regioni, Comuni, Province o, addirittura, finanziati dagli stessi autori.
Tutte queste e sono tante, troppe in Italia, NON SONO case editrici ma qualcosa che fa male all'editoria.
E se quella realtà purtroppo molto diffusa di pseudoeditori che pubblicano libri finanziati dagli autori dovrebbe essere un malcostume da sradicare, quella delle pubblicazioni sponsorizzate da Regioni, Comuni, Provincie non dovrebbe essere espressione di clientelismo ma un'opportunità - una pari opportunità - offerta a tutti.
Se gli enti pubblici decidono di finanziare delle pubblicazioni la scelta dell'editore dovrebbe avvenire attraverso una pubblica gara di appalto alla quale può partecipare qualsiasi casa editrice.
Sì, Terzo Millennio nell'Editoria dovrebbe segnare la fine di una logica puramente clientelare nell'assegnazione di commesse di pubblicazione da parte di istituzioni pubbliche e offrire pari opportunità a tutti gli editori.
Comunque, rimanendo così le cose, senza le modifiche alle quali ho accennato finora, io ritengo che ormai sia un "suicidio", un'operazione di puro masochismo imprenditoriale oppure, se volete, un molto costoso hobby per tutti gli editori medi, piccoli e piccolissimi continuare a produrre in maniera tradizionale.
Fino a quando la realtà non si evolverà nel senso che ho auspicato per quanto mi riguarda la mia casa editrice e spero che molte altre oltre a quelle che lo hanno già fatto mi affianchino per percorrere quella che editorialmente è l'unica strada che offra potenziali prospettive di crescita ed anche delle reali pari opportunità nei confronti dei grossi gruppi editoriali insieme con la possibilità di misurarsi sul mercato globale.
Già, eccomi tornato a parlare degli eBook, dei libri elettronici, una linea di produzione che fuori dei confini italiani viene già da tempo seguita da molti e che "scioccamente" - consentitemi di dirlo - in troppi in Italia vogliono ignorare.
E la ignorano soprattutto i medi, piccoli e piccolissimi editori che sono quelli che potrebbero trarre maggior vantaggio dall'ingresso in questo nuovo mercato. Un mercato che altrove nel mondo sta dando grosse soddisfazioni ma che comunque in Italia registra un incremento del mercato di circa il 30/40%.
Agli scettici colleghi dico questo: pensate che aziende come Sony, Philips, Toshiba, Asus, tra breve Apple, e tante ma davvero tante altre investirebbero molti soldi per produrre apparecchi dedicati alla lettura dei libri elettronici se non considerassero che quello degli eBook E' un mercato?
Per quanto mi riguarda, ho creato la prima piattaforma italiana per la distribuzione e la vendita di libri elettronici aperta a tutte le case editrici che desiderano entrare in questo nuovo mercato ad investimento tecnologico ZERO. Non l'ho chiamata Simonelli eBook ma
eBooksItalia, proprio perché la mia ambizione, e credo che potrebbe essere l'ambizione di tutti gli altri editori medi, piccoli, piccolissimi, è quella di fare Sistema, di offrire online il Made in Italy dei libri elettronici.
Un mercato molto promettente a livello globale se si pensa che nel mondo sono oltre sessanta milioni gli italiani emigrati.
E non bisogna sottovalutare la possibilità che con il libro elettronico si possono produrre dall'Italia eBook non necessariamente in Italiano ma in qualsiasi altra lingua.
eBooksItalia ha anche la sua versione internazionale, in inglese, dove attualmente sono in vendita eBook in inglese, spagnolo, rumeno.
Attualmente sono 18 le case editrici che hanno aderito al Progetto eBooksItalia e che, insieme con Simonelli Editore, hanno cominciato a produrre e mettere in vendita i loro eBook.
Ma chi si avvicina al libro elettronico - è un consiglio di base - deve continuare a comportarsi secondo le logiche di una produzione editoriale tradizionale.
Nel senso che gli eBook non devono essere qualcosa di occasionale oppure non si deve immaginare di fare una "prova" mettendo giusto due o tre titoli e poi stare a vedere che cosa succede.
Facendo così non succederà nulla.
Come non è successo e non succede nulla se in Libreria una casa editrice si presenta alla stessa maniera con giusto due o tre titoli.
Anche nel mercato dei libri elettronici vince chi ha una produzione che è frutto di un preciso e coerente progetto editoriale e si presenta - in versione elettronica - con un consistente numero di titoli.
Altro errore che compiono gli editori neofiti nella produzione di eBook è di considerare i libri elettronici semplicemente la "copia" in digitale di libri già pubblicati.
Certamente questo può essere il punto di partenza ma avendo l'accortezza di togliere tutte le pagine bianche che nella stampa di un volume sono necessarie, inserire all'interno dell'eBook una serie di link (esempio: l'indice dovrebbe avere ciascuna della voci linkate al relativo capitolo di riferimento e non il numero della pagina eccetera).
Insomma, tutto questo per dire che il passaggio all'eBook è una cosa seria, da prendere seriamente.
Soltanto così i lettori prenderanno altrettanto seriamente i libri pubblicati in eBook.
Mi fermo qui e riassumo.
- A mio parere nello stato attuale delle cose o si cambiano "le regole del gioco" (ed io qualche idea ce l'ho già) oppure il destino per la media, piccola e piccolissima editoria è quello di accumulare le perdite e, per sopravvivere, cadere nel buco nero delle pubblicazioni a pagamento e simili o trasformarsi in editori ambulanti che peregrinano di fiera in fiera nella speranza di vendere qualche copia.
- A mio parere potrebbe essere un segnale forte e significativo se tutte le medie, piccole e piccolissime case editrici concordassero uno stop di sei mesi nella produzione di libri tradizionali per protestare contro uno stato di cose che fa soltanto gli interessi delle librerie e della distribuzione.
- A mio parere tutti gli editori medi, piccoli e piccolissimi dovrebbero considerare il mercato dell'eBook una nuova, interessante e molto promettente linea di fatturato. E, per sperimentarla, eBooksItalia è stato realizzato proprio offrire questa opportunità ad investimento tecnologico ZERO.
Non solo: se gli eBook messi in vendita su eBooksItalia sono delle opere originali ovvero non ancora disponibili in volume nelle librerie vi è l'opzione ExLibris ovvero la possibilità di stamparne da una a più copie in volume esclusivamente per chi le acquista.
Ho scritto molto.
Mi piacerebbe che intorno a quanto ho scritto nascesse un dibattito o una richiesta di approfondimento.

[Invia una e-mail ad ed@simonel.com]

29 Settembre - Se la Apple e Microsoft... Provate a chiudere gli occhi e provate ad immaginare se Steve Jobs non avesse potuto creare la sua Apple, se non ci fossero i Mac e tutti i suoi "derivati" fino ad arrivare ad iTunes, agli iPod e gli iPhone. E provate anche ad immaginare se Bill Gates non avesse potuto dare vita alla Microsoft e a tutto il contorno di Pc e sistemi operativi... Il nostro mondo sarebbe decisamente molto più povero. Eppure questo che solo a pensarci è un tremendo incubo sarebbe stato completamente vero se ambedue fossero nati italiani, se il primo si fosse chiamato, per esempio, Stefano Lavori ed il secondo Antonio Porte.
Pensate se questi due ipotetici e creativi italiani si fossero presentati all'inizio della loro storia imprenditoriale con i loro progetti ad una banca. Sì, ad una banca, con nessuna altra garanzia oltre i loro progetti. NESSUNA BANCA ITALIANA avrebbe mai rischiato di investire su di loro un centesimo a meno che non avessero avuto almeno una casa di mammà o di papà da presentare come garanzia.
No, in Italia non sarebbero mai potute nascere né Apple né Microsoft e neppure oggi potrebbero nascere... Meditate, gente, meditate...

[Invia una e-mail ad ed@simonel.com]

29 Settembre - Quando si perde il senso della misura... poi non si sa davvero dove si può andare a finire. Anzi, lo si comincia a sapere vedendo tutto quello che sta accadendo da molti mesi soprattutto da una parte politica. Chi è intellettualmente onesto dovrà ammettere che la tecnica adottata dalla cosiddetta opposizione è stata, in mancanza di idee, della capacità di elaborare vere proposte alternative, quella dell'insulto e della calunnia.
"La calunnia è un venticello..." si gorgheggia in un'opera che non rammento quale sia. E nelle intenzioni di chi ha lanciato calunnie, insinuazioni, era che questo venticello si trasformasse in un vero e proprio uragano capace di distruggere quell'avversario politico e quel governo che la stragrande maggioranza aveva invece democraticamente votato. Se fosse accaduto così, sarebbe stata la prima volta che un colpo di stato sarebbe stato consumato a colpi di gossip. Comunque, non è detto che ciò non possa accadere, prima o poi, visto che si insiste su questa strada che non soltanto è zeppa di menzogne ma fa un male tremendo all'immagine del nostro Paese.
Ricordo, all'ultima Fiera Internazionale di Torino, l'aria sorpresa di una giornalista francese che mi chiedeva come mai tanti politici italiani se ne andassero in giro per il mondo non solo parlando malissimo del Proprio Paese ma dandone una immagine completamente distorta. Questo, diceva la collega, ed è vero, non accade per i francesi ma, aggiungo io, non accade per gli esponenti politici di qualsiasi altro Paese democratico. Tutti i nostri politici dell'opposizione, quando sono all'estero, ne approfittano per sparlare non solo del proprio governa ma per diffondere vere e proprie sacrosante bugie, anche facendo addiruttura inserzioni a pagamento a tutta pagina su giornali internazionali. Menzogne come quelle che in Italia non c'è Libertà di Stampa, che l'Italia è a rischio di Democrazia e via dicendo. Uno sport, questo, che certa parte politica pratica da molto tempo.
Nasce da questo "sport" la convinzione errata che si fecero a suo tempo i francesi a proposito dei terroristi italiani.
Già, la famosa e famigerata "dottrina Mitterrand" che insultò l'Italia e le vittime del terrorismo dando di fatto lo status di rifugiati politici a quei terroristi che, dopo avere compiuto i loro attentati, si erano rifugiati in Francia per scampare alle patrie galere.
Sono queste le radici, per esempio, del caso di quel Cesare Battisti che ha sulle spalle condanne di omicidio passate in giudicato ma che se ne è stato per anni impunito in Francia poi, quando il vento del "rifugiato politico" ha smesso di soffiare perché oltralpe si è cominciato a vedere la realtà delle cose, è riuscito a scappare in Brasile. Ed anche là, come si sa, è stato all'inizio considerato un rifugiato politico provocando l'indignazione della parte sana di questo nostro Paese ed un ricorso la cui sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.
Ce lo faranno i brasiliani questo "regalo"? A Natale, Cesare Battisti potrà finalmente essere dove merita di trovarsi ovvero in una democratica prigione italiana?

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28 Settembre - Perché non si fanno gare d'appalto?.Lo chiedo pensando a quando Regioni, Comuni e Province decidono di fare loro pubblicazioni. In questo caso accade, sistematicamente, che anziché guardarsi intorno ed indire una gara di appalto che dia a tutte le case editrici la pari opportunità di aggiudicarsi questa commessa editoriale si muovono, di fatto, secondo una logica clientelare. Questo produce la stortura che si sviluppino pseudo case editrici che hanno in catalogo questo tipo di produzione. Non è affatto corretto, a mio avviso. Ed è una sorta di "concorrenza sleale" nei confronti di vere case editrici che si assumono, come deve essere, il rischio di impresa. Le produzioni editoriali sponsorizzate da enti pubblici dovrebbero essere una sorta di eccezione nel catalogo di una casa editrice e non dovrebbero esistere case editrici che hanno invece la stessa loro ragione di esistere producendo praticamente in esclusiva soltanto volumi sponsorizzati. Gli Enti Pubblici dovrebbero dare il buon esempio, uscire da queste logiche clientelari e quando decidono di finanziare pubblicazioni dovrebbero dare a tutte le case editrici la pari opportunità di aggiudicarsi quell'appalto con una gara alla luce del sole. Lo stesso, identico discorso, potrebbe valere, sul piano etico, anche per tutti i tipi di pubblicazioni sponsorizzate da Banche od altre aziende private. Insomma questo dovrebbe diventare un diffuso corretto comportamento nei confronti di tutte le reali case editrici.

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20 Settembre - L'esempio di "Libri in Cantina". Fra un paio di settimane tornerò per il quarto o quinto anno consecutivo, non rammento bene, a Susegana, cittadina in provincia di Treviso, dove nella splendida cornice del Castello di San Salvatore dei Conti di Collalto si svolge "Libri in Cantina", una mostra del libro raffinata quanto esclusiva, rivolta soprattutto alle medie e piccole case editrici italiane delle quali possono essere ospitate per motivi di spazio non più di una settantina.
Sì, perché a "Libri in Cantina" non si partecipa semplicemente iscrivendosi ma presentando una domanda che può essere più o meno accettata. Quindi entrare nella ristretta rosa degli espositori vuole anche dire aver superato un esame di qualità.
Inoltre, l'appuntamento nel Castello di San Salvatore ha da sempre un'altra caratteristica niente affatto marginale. Esporre a Libri in Cantina non costa agli editori un centesimo di euro.
Un esempio, questo, che è ancora molto raro trovare guardandosi intorno (anche se qualche "imitatore" comincia ad esserci) nel calendario delle manifestazione dedicate al libro che fioriscono da un capo all'altro della Penisola.
Manifestazioni che da alcuni anni hanno creato un vero e proprio business per gli organizzatori i quali, magari ricevendo finanziamenti da amministrazioni locali e da sponsor, non esitano a gravare gli editori-espositori di costi più o meno elevati per lo spazio espositivo occupato. Ed alla fina una cosa è certa: chi organizza le mostre del libro è l'unico che è sicuro di guadagnare.
A Susegana, invece, hanno seguito fin dall'inizio l'impostazione di una manifestazione che vuole essere realmente a sostegno dell'editoria di qualità. Il sostegno del Comune e dei Conti di Collalto viene correttamente utilizzato non per fare business ma per promuovere davvero la diffusione del libro offrendo a tutti gli editori selezionati pari opportunità espositive gratuite.
Va sottolineato non una ma mille volte questa scelta.
Va ribadita di fronte a chi, siano essi enti privati o amministrazioni locali, dietro la maschera di chi "promuove la cultura" fa invece business sulla pelle di quella che è l'editoria dei libri. Una editoria che, diversamente da qualsiasi altro settore produttivo, non gode di alcun aiuto di sorta ma, anzi, è oppressa e depressa da una realtà promozionale, distributiva, espositiva tutta parametrata nelle dimensioni di grosse realtà editoriali. Realtà che strangola i più piccoli e che anche a chi ne ha il talento ed i contenuti chiude qualsiasi possibilità di crescere e svilupparsi.
Quando io affermo "Il Terzo Millennio è arrivato nell'Editoria" non faccio soltanto un discorso legato all'eBook, al libro elettronico, intendo anche dire che ormai è folle immaginare di muoversi nel mondo dei libri seguendo quella impostazione mentale tradizionale secondo la quale tutto comincia e finisce mettendo a punto un buon progetto editoriale e producendo libri di qualità.
Continuando così si potranno fare eccellenti cose ma è sicuro che muovendosi in una realtà libraria che segue regole di promozione, di distribuzione, di resa, di visibilità calibrate per i grossi editori che producono un numero molto alto di titoli l'anno chi è piccolo, produce in un anno 12/20 volumi, è destinato non a crescere ma ad essere schiacciato.
Quindi "Il Terzo Millennio" a mio avviso, nell'ambito dell'editoria tradizionale, vuol dire creare regole diverse sul piano della distribuzione e delle rese come della visibilità. Una specie di doppio binario. Quello dei grossi editori e quello per la medio/piccola editoria.
Soltanto facendo questo salto di qualità ed anche di fantasia si può sperare di creare situazioni virtuose, che consentano a chi è medio/piccolo di avere anche la possibilità di crescere, di diventare grande.
Questa è soltanto una delle molte cose che si potrebbero fare.
Una cosa è invece certa, su cui sono pronto a mettere la mano sul fuoco: se non muta niente e soprattutto se i medio/piccoli editori continuano a non ragionare in questi termini ma ad andare avanti sulla strada consueta la certezza è che finiranno in un baratro oppure finiranno nella squallida prospettiva di rinnegare la stessa essenza della loro professione trasformandosi in quegli azzeccagarbugli che sono gli editori a pagamento.
In assenza di questa presa di coscienza collettiva della categoria io, nel mio piccolo, mi astengo per ora a produrre altri titoli per la libreria e porto avanti, invece, spingendo sull'accelleratore, il discorso dell'editoria elettronica. E siccome, come leggete da tempo, ho una masochistica tendenza a voler fare sistema con i colleghi che si sono buttati in questa battaglia editoriale ho messo a punto con eBooksItalia una piattaforma per la distribuzione e la vendita di libri elettronici aperta a tutte le altre case editrici. Ad investimento tecnologico ZERO. Questo investimento l'ho fatto io.
Sì, certo, ancora con i libri elettronici non si riesce a vivere ma, visti i progressi che ha avuto la loro diffusione negli ultimi dodici mesi, vi è la prospettiva che non sia lontano il giorno in cui questo accadrà.

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17 Settembre - Brutte notizie, oggi, da Kabul. Il diciassette ha rispettato il suo stereotipo di sfortuna con le tragiche notizie dell'attentato ai nostri parà della Folgore, della morte di sei di loro e di vari feriti.
Di fronte a tanto dolore il silenzio sarebbe davvero la scelta più opportuna. Un silenzio partecipe ed addolorato. E tutti dovremmo sentirci orgogliosi di essere italiani di fronte al sacrificio dei nostri parà caduti in Afghanistan. Invece, superate le frasi di cordoglio di circostanza, c'è sempre nel mondo politico chi non perde l'occasione per straparlare, per regalarci qualche nota stonata.
Per fortuna si è levata, ferma e chiara la voce di Gianfranco Paglia spiazzando un superficiale Giovanni Floris che a Ballarò aveva appena mandato un onda un servizio sui caduti da cui emergeva la tesi che al Sud si sceglie di fare il militare per avere un lavoro.
Ha precisato Gianfranco Paglia, costretto su una sedia a rotelle da quando venne gravemente ferito in Somalia: «Non si va in guerra per il posto di lavoro, non si è così stupidi da indossare l'uniforme e partire sapendo di dover morire. Si parte perché ci si crede».
«Vale la morte tutto questo?» ha quasi balbettato un Floris sorpreso e imbarazzato.
«Sicuramente sì» ha incalzato Paglia. «Per chi crede nella lealtà, nell'onore e nell'amor di Patria».
Già, Lealtà, Onore e Amor di Patria...

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14 Settembre - Rassegnatevi, l'eBook esiste, così ho intitolato una mia recente Videoconversazione in cui mi rivolgo soprattutto a tutti quei colleghi che testardamente continuano ad ignorare la realtà del libro elettronico. Una posizione che giudico non priva di una notevole dose - consentitemi - di masochismo.
Sì, perché mi risulta che da un po' di tempo a questa parte, per le medie e piccole case editrici, le vendite dei volumi tradizionali in libreria diano risultati niente affatto soddisfacenti. Ed allora ogni giorno di più mi sembra incomprensibile il fatto che gli esimi colleghi abbiano tanto solidi preconcetti, chiudano aprioristicamente le porte ad una ulteriore linea di fatturato costituita dal libro elettronico.
Comunque, rassegnatevi, colleghi miei, l'eBook non solo esiste ma trova giorno dopo giorno sempre più utenti. Vorrà dire che dovrò pensare io a soddisfare le loro richieste di letture in formato elettronico, io con Simonelli Editore e con le altre quindici sigle editoriali che finora partecipano con me al Progetto eBooksItalia: sì, producono eBook che vendono su
eBooksItalia.com
Il libro elettronico, vedete, è ormai talmente una realtà che nei giorni scorsi sono stato invitato ad andare a Cantalupa, ridente cittadina ad una quarantina di chilometri da Torino, per presentare un eBook nell'ambito di Canta-Libri, una manifestazione annuale dedicata all'editoria.
Mi sembra un segnale davvero significativo questa richiesta. Ed è stato davvero un piacere parlare ad un pubblico molto attento di «L'uomo che controllava i binari» di Vittorio de Alfaro, un testo fra il romanzo, l'epistolario, il documento che offre la possibilità di conoscere la complessa realtà socio-politica del mondo Balcanico ed offre pagine davvero esclusive. Offre anche il racconto dell'attentato di Sarajevo che domenica 28 giugno 1914 provocò la morte dell'Arciduca Ereditario Franz Ferdinand e sua moglie attraverso un testimone oculare. Straordinarie pagine che documentano "in diretta" il tragico evento da cui scaturì la scintilla che portò allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Già, anche un eBook può offrire letture importanti che si possono fare, oltre che su computer fissi e portatili, in comodi apparecchi del peso di circa duecento grammi su cui si possono memorizzare centinaia di titoli. No, non era affatto una esperienza surreale la mia e quella dell'autore parlare di questo eBook tenendo in mano anziché un volume, uno di questi apparecchi sul cui schermo «L'uomo che controllava i binari» si leggeva più cofortevolmente e nitidamente che su delle pagine stampate.
Rassegnatevi, l'eBook esiste.

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10 Settembre - Libertà di Stampa?!
Sono giornalista professionista dal 1972 ma ho cominciato a scrivere sui giornali almeno dal 1969, insomma sono sulla breccia da quaranta anni tondi tondi. In questo lungo arco di tempo sono stato dentro e fuori varie testate giornalistiche conservando, sempre, la mia totale libertà ed indipendenza.
Insomma, non sono mai stato uno yesman. Ma ne ho visti tanti pronti ad inchinarsi.
Già, tanti di quei colleghi - specialmente quelli che si mettevano più di altri sul "palcoscenico" sottolineando la loro grande libertà ed indipendenza - dispostissimi subito a dire sissignore ad ogni stormir di fronda fosse di direttore responsabile o l'editore. E questi cari colleghi, indipendenti per definizione, hanno naturalmente fatto carriera. L'ho fatta un po' anch'io ma con molta più difficoltà, a passi più lenti, consapevole che quando non sei disposto a dire sissignore di "default" - si direbbe oggi in linguaggio tecnologico - per definizione in italiano, qualche prezzo lo devi pagare.
Ma l'ho pagato sempre volentieri perché mi piace guardarmi allo specchio e riconoscermi.
Fortunatamente in questa Italia in cui da sempre la meritocrazia è stata un optional di tanto in tanto spunta qualcuno che la pensa diversamente e quindi anch'io, per la mia professionalità, ho avuto le mie soddisfazioni.
Naturalmente brevi perché al primo stormir di fronda ha prevalso "l'altra scuola", mi hanno messo da parte. Ma nessuno nel mondo giornalistico-editoriale ha gridato alla scandalo, ha fatto campagne a mio favore.
Soltanto - e non è certamente poco - una commovente lettera pubblica di solidarietà da parte di un manipolo di autori della casa editrice che dirigevo uscita sui maggiori quotidiani.
No, per me, nessun caso Santoro o Mentana. Mi sono trovato solo soletto e... libero. Con la ricchezza della mia professionalità. E con magari qualcuno nell'ambiente che sussurrava non so che cosa su un professionista che non ha mai avuto e non ha scheletri nell'armadio.
Nel mio armadio c'è da sempre la mia professionalità, la mia indipendenza e la mia libertà.
Ed ho fatto ricorso a quella per mettere in piedi, praticamente solo soletto, una casa editrice che già dalla sua creazione nel 1995 pensava ai libri elettronici, una presenza online significativa ed uno spazio giornalistico che mi consentisse di continuare a scrivere, a comunicare, a fare anche il giornalista professionista.
Riflessioni che mi scaturiscono in questi giorni di fronte al fatto che il 19 settembre ci sarà una grande manifestazione per la libertà di stampa in Italia. Una manifestazione che personalmente non condivido affatto perché non credo che manchi libertà di stampa in Italia né credo che ci sia qualcuno che attenti alla libertà di stampa.
Come giornalista professionista credo che la Federazione Nazionale della Stampa anziché indire manifestazioni per invocare qualcosa che oggettivamente non ha bisogno di invocare perché, ripeto, la libertà di stampa esiste, è garantita in Italia, dovrebbe forse preoccuparsi delle problematiche occupazionali di tanti, troppi giornalisti ed imparare a difendere, sempre, la professionalità di tutti i giornalisti e non soltanto di quelli omogenei a questa o a quell'altra parte politica.
Già, perché il giornalista alla mia maniera è un professionista dell'informazione che non aderisce ad alcuna parte politica, che non scrive per difendere gli interessi di qualcuno, che non fa politica.
Il giornalista professionista è un cronista che con massima obiettività ed oggettività possibile racconta i fatti, scava nei fatti senza guardare in faccia a nessuno, cercando di offrire al lettore la verità. Quella verità che onestamente, senza voler portare avanti gli interessi di chicchessia, siano persone o partiti politici, è riuscito ad individuare.
Già, perché la Federazione Nazionale della Stampa anziché indire una manifestazione per rivendicare una Libertà di Stampa che in Italia c'è già, completamente, non si preoccupa della professionalità dei giornalisti, non si preoccupa della commistione di tanti con la politica?
Il giornalismo non dovrebbe essere la prosecuzione della lotta politica combattuta con altri metodi.
Il vero e corretto giornalista cerca sempre di comprendere, non parte mai da tesi precostituite.
Proprio come pensava Walter Tobagi che è stato recentemente ricordato su la 7 da Antonello Piroso in un eccellente speciale che tutti dovrebbero vedere. E' possibile farlo seguendo
questo link

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24 Agosto - Il vero giornalismo -

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7 Agosto - Mancanza di Generosità, di Coraggio e di una Visione del Futuro - Voglio concedermi un paio di settimane di cosiddette vacanze consentendomi e consentendovi, se lo accettate, qualche argomento di riflessione.
Riflessioni dirette innanzitutto ai miei "colleghi" editori ma anche a tutti coloro che hanno a cuore il mondo dei libri (in edizione tradizionale ed elettronica), della cultura come della comunicazione.
Come in molti altri settori della realtà italiana contemporanea c'è una diffusa assenza di Generosità, di Coraggio e l'incapacità o magari la pigrizia di avere una Visione del Futuro.
No, cancelliamo subito il brusio dei pensierini sorpresi: ma come?! Non siamo generosi? E tutto quello che abbiamo dato per i Terremotati d'Abruzzo, per Telethon eccetera eccetera?
Non è di quella generosità di cui io parlo.
E' un'ALTRA Generosità.
E' quella di chi svolge la sua professione, conduce la sua impresa non dimenticando mai di essere parte di una comunità più ampia, con la voglia di condividere le proprie "scoperte" con i colleghi, in un reciproco - sottolineo RECIPROCO - scambio continuo di idee, intuizioni, nella consapevolezza che l'arroganza del "sotutto" conduce inesorabilmente ad un disastroso fallimento.
Non pensate - mi rivolgo specialmente ai colleghi editori - che la mancata crescita di troppe medio-piccole case editrici sia nella non Generosità endemica, nel loro atteggiamento chip di difendere orticelli inesistenti, nel loro porsi verso gli altri con un atteggiamento di chi vuole soltanto furbescamente prendere dagli altri?
E facendo così non si comprende quella che potrebbe o sarebbe potuta essere la forza di una realtà in cui da un LEALE e continuo scambio di idee si finirebbe per guadagnarci tutti magari evitando di percorrere in MILLE una stessa stretta strada anziché trovare ciascuno il proprio esclusivo bandolo della matassa.
E' con questa CONTINUA, LEALE, RECIPROCA, GENEROSITA' che sarebbe possibile per la medio-piccola editoria fare SISTEMA, crescere tutti insieme per diventare una realtà imprenditoriale capace di confrontarsi alla pari con i grandi colossi editoriali di questo Paese. Anzi, con una forza forse maggiore grazie proprio alla carica creativa che può avere una realtà dalle mille sfaccettature in cui tutti, ma davvero tutti, lavorano sinergicamente.
Volendo sarebbe ancora possibile creare un simile stato di cose. E la prima mossa sarebbe emarginare chi dicendo di fare gli interessi di una intera categoria in realtà fa soltanto i propri interessi.
Il Coraggio. L'esempio della truffa EXPOTOUR O.N.L.U.S. è emblematico. La forza di questi truffatori, come della mafia, della 'ndrangheta, di ogni associazione a delinquere è che le vittime siano omertose, esitino a denunciare.
Certamente i furbetti di Via I Maggio 15 a COTRONEI tutto si aspettavano fuorché una delle loro vittime - il sottoscritto - li denunciasse e li attaccasse via YouTube. Ed infatti hanno schiumato di rabbia (i truffatori mi hanno scritto per e-mail: "Luciano stronzo impiccati alla tua cravatta") e mi auguro che tra breve sull'onda delle denunce che giorno dopo giorno stanno piombando loro addosso da parte delle case editrici truffaate siano sul punto di andare in galera.
Già perché sarebbe ben strano non acciuffare chi ad un preciso indirizzo, anche se di una associazione rivelatasi poi inesistente, ha comunque ricevuto bancali di libri, tonnellate di materiale che non può essersi dissolto nel nulla visto che risulta regolarmente arrivato...
A me non è mai mancato il coraggio delle mie idee. Infatti la mia non è stata né è una vita facile.
Ma è una vita.
Non concepisco l'uomo inginocchiato di fronte ad altri se non ad un crocifisso. Sono in cerca di chi mostri di avere un "dna" simile al mio, che non sia in cerca costante di un padrone ma in cerca di persone di valore.
Ma dove sono persone del genere e soprattutto dove sono "padroni" che anziché servi siano in cerca di persone di valore?
La mancanza di una Visione di Futuro è non soltanto una delle maggiori carenze che ha attualmente l'Italia ma è ancora più deprimente vedere come tendenzialmente venga sbeffeggiato dai "colleghi" chi mostra di averla questa visione.
Io con il mio
Progetto eBooksItalia in questa italietta editoriale in cui valgono più le invidiuzze che le idee sono stato da molti della medio-piccola editoria anche sbeffeggiato qualche anno fa perché tanto l'eBook era morto, non avrebbe avuto futuro...
Le solite sciocchezze che dicevano a metà degli anni Novanta del secolo scorso sciocchi che oggi invece pontificano il contrario a proposito di Internet: ma internet non avrà futuro...
Ora che l'eBook mostra evidentemente di essere una realtà con un suo presente ed un suo futuro molti si stanno ricredendo e stanno aderendo al mio progetto. Hanno capito che è un progetto per Fare Sistema - l'ho chiamato eBooksItalia non Simonelli eBook perché l'ho immaginato come una realtà di tutti - e i più stanno comprendendo che può essere anche la chiave di accesso in realtà come quelle dell'iPhone, dell'iPod Touch e di molto altro.
Già, perché aderire ad eBooksItalia non vuol dire semplicemente mettere in vendita i propri eBook nell'unica piattaforma italiana per la distribuzione e la vendita di libri elettronici ma entrare in una realtà che con generosità, con coraggio ed una visione del futuro sempre dalla parte degli interessi degli editori e dei lettori è capace di aiutarli, consigliarli, assisterli lealmente e disinteressatamente lungo la nuova strada dell'editoria elettronica.
Riflessioni e commenti sono sempre benvenuti. Sereno Ferragosto!

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4 Agosto - Leggo soltanto ora l'ennesima delle molte sciocchezze o inesattezze che vengono pubblicare sui giornali. In un articolo sugli eBook uscito nel maggio scorso su "Il Giornale della Libreria" Ilaria Barbisan, poca bontà sua, dimentica platealmente che Simonelli Editore è stato (insieme con Delos Libri ed Editoriale Domus) una delle sole tre case editrici italiane che hanno prodotto e messo in vendita eBook nell'AppStore di iTunes per essere letti su iPhone ed iPod Touch. eBook realizzati con applicazioni fatte sviluppare ad hoc. Ilaria Barbisan invece non soltanto ignora la presenza della mia casa editrice e di eBooksItalia nell'AppStore di iTunes ma scrive, erroneamente, che quanto ha fatto la mia casa editrice e le altre due citate l'ha fatto anche Bruno Editore. Ed invece no. Quest'ultimo non ha affatto fatto sviluppare alcuna applicazione per iPhone ed iPod touch, degli eBook di quest'ultimo non vi è traccia nell'AppStore di iTunes. Quest'ultimo ha semplicemente pubblicizzato bene di avere un eBook a scaricamento gratuito leggibile sul supertelefonino attraverso eReader, un browser di lettura di file .pdb Un grazie ad Ilaria Barbisan per l'attenzione. Anche a quel "Giornale della Libreria" che quando nacque il mio eBooksItalia ne dette notizia con un articolo intitolato: "Ma gli eBook non erano morti?".
Non lo sono affatto e proprio oggi Simonelli Editore ha pubblicato il suo cinquecentesimo titolo in eBook. Già, proprio 500!

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3 Agosto - I furbetti calabresi sappiano che ho presentato ai Carabinieri regolare Querela per Truffa per quanto riguarda il Caso Expotour Onlus. Il cerchio si stringe intorno a questi malfattori.

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31 Luglio - Chiedo aiuto alla Associazione NEC, Nuova Editrice Calabrese, di Cotronei - I furti e le truffe certamente più odiose sono quelle che riguardano i libri.
Sì, è come se si rubassero i soldi dalla cassetta delle elmosine di una Chiesa, con rispetto della Chiesa, della religione cattolica e delle cassette delle elemosine.
Mi spiego: l'industria dei libri, quando riguarda realtà medio piccole o piccolissime è un settore produttivo molto povero.
E' una realtà imprenditoriale portata avanti più per vocazione culturale che per profitto, una realtà che, se va bene, chiude i bilanci in pareggio e se non va bene è in perdita.
E con il perverso "gioco" del fornito, reso, venduto è un settore produttivo in cui tutti ci guadagnano dai librai ai distributori ed uno solo perde sempre: l'editore.
Quest'ultimo, poi, in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, si trova a confrontarsi con banche che attualmente tendono a togliergli i piccoli fidi che gli hanno concesso creando situazioni certamente critiche in una economia davvero debole come quella delle medio piccole e piccolissime realtà editoriali.
Ebbene, immaginare di truffare queste case editrici come hanno fatto i furbetti calabresi di Via I Maggio a Cotronei in provincia di Crotone è davvero come rubare ad un bambino o nella cassetta delle elemosine di una Chiesa.
Squallidi individui, questi, che certamente non sanno quanto lavoro di ricerca culturale, di editing ci sia dietro un libro stampato da un editore medio piccolo e piccolissimo.
Squallidi individui che magari invece lo sanno perfettamente quanto ho appena scritto ma se ne fanno cinicamente un baffo, giudicando chi ha deciso di dedicare parte della propria vita a quella che è una autentica missione culturale un utile fesso.
Già, utile perché finisce per produrre alla fine, con grande fatica, sofferenza economica ed esistenziale, delle buone "cose", di valore culturale ma anche commerciale.
Ma bisogna essere davvero individui arrivati all'ultimo stadio del cinismo e dell'indifferenza aggrapparsi a possibilità di guadagno che, tornando al caso dei furbetti di Via I Maggio a Cotronei in provincia di Crotone, poi non sono affatto stellari.
In questo caso i furbetti, a quanto mi risulti, hanno raggirato almeno otto case editrici, anche se quelle che finora hanno ammesso di essere cadute in questa trappola da "soliti ignoti" sono in quattro compresa la mia.
Facendo un calcolo spannometrico, questi "signori" di quella che si è rivelata una inesistente Associazione Expotour Onlus in Via I Maggio 15 a Cotronei (Crotone) - inesistente ma tutti i pacchi di libri inviati da tutte le case editrici truffate sono stati tutti regolarmente ritirati a quell'indirizzo... - sono riusciti ad accumulare in magazzino libri per una valore commerciale, di copertina, di circa ottantamila euro.
Ma trattandosi di libri rubati questi "signori" potranno ricavarne dalla loro vendita - se trovassero librerie, cartolibrerie, bancarelle compiacenti (cosa di cui dubito visto l'eco delle mie denunce: comunque i libri Simonelli non vanno nelle bancarelle e chi li trovasse me lo segnali) - non più del quaranta/trenta per cento ovvero trentaduemila/ventiquattromila euro.
Sì, la truffa di questa pseudoassociazione è davvero da squallidi poveracci, frutto di quell'altrettanto squallido sottobosco che da sempre si nasconde intorno alla distribuzione e commercializzazione dei libri.
Gentaglia che certamente conosce l'ambiente visto che nell'ordine a me inviato prevedeva anche libri che avevo annunciato in uscita ma che poi non ho pubblicato.
Gentaglia di cui non riesco a capire la logica.
Immaginava che di fronte ad una truffa del genere ognuno di noi editori prendesse atto della "sola" ricevuta e se ne stesse zitto?
Si credeva o si crede talmente protetta da qualcosa o da qualcuno da permettersi arrogantemente di reagire alle richieste del pagamento dovuto di inviare SMS beffarde, provocatorie e minacciose?
Una cosa che questi furbetti di Via I Maggio a Cotronei, in provincia di Crotone, non avevano certamente previsto era che mi mettessi davanti alla telecamera e registrassi dei video in cui denuncio di essere stato fatto fesso, di aver subito le loro minacce, in cui lancio l'appello alla brava gente della ridente località a venticinque chilometri da Crotone di dirmi che cosa ci sia in Via I Maggio 15.
Il furbetto o i furbetti hanno certo perso la testa di fronte ai miei video perché attraverso la loro mail - expotouronlus@libero.it (già hanno anche un loro account: sarebbe curioso poter sapere a quale nome è stato aperto, lo dico alle autorità) - sabato scorso 25 luglio mi hanno inviato un messaggio con irriferibili volgarità nei confronti di mia moglie, dei miei eventuali figli e figlie, è che si conclude testuamente: «Luciano impiccati stronzo con la tua cravatta».
Sì, il furbetto o i furbetti non prevedevano la mia denuncia e neppure che il Quotidiano di Calabria desse ampia notizia della truffa messa in atto, neanche che sia io che altre case editrici chiedessimo per lettera e pubblicamente l'intervento del Sindaco di Cotronei e del locale Comandante della Polizia Municipale. Ed il primo cittadino mi ha assicurato per telefono che farà quanto possibile per accertare i fatti.
La cosa che trovo curiosa e francamente mi sorprende un po' - ma forse non conosco la realtà e l'atmosfera che si respira in quella aerea della bella Calabria - è che di fronte al mio appello alla cittadinanza oltre che agli organi di stampa (che hanno reagito) nessuno abbia sentito l'impulso di scrivermi una mail, che so, di solidarietà.
E vorrei tanto che una importante realtà come l'Associazione NEC - Nuova Editrice Calabrese che opera egregiamente sul mercato dei libri dal 2001 e che si trova proprio da quelle parti, in Via I Maggio, 9/11 bis, a quattro numeri civici di distanza da quello in cui i vari editori hanno inviato i loro libri - mi desse una mano.
Già, nel nome della naturale solidarietà fra colleghi, chiedo a questa casa editrice calabrese la propria collaborazione per risolvere l'interrogativo di come sia stato possibile che decine di scatole di libri di vari editori siano state regolarmente ritirate in Via I Maggio, 15 e poi sparite nel nulla. Ogni loro informazione potrebbe essere per noi preziosa.
Non si trattava di una scatoletta ma di decine di pesanti scatoloni pieni di libri!
Sì, ripeto, qui faccio appello ai colleghi della NEC: la collaborazione di questi colleghi sarebbe davvero molto importante per fugare ogni ombra su Cotronei nel nostro comune interesse per l'editoria in generale e di quella calabrese in particolare.
Grazie, NEC, attendo un vostro cortese contatto.

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29 Luglio - Qualcuno a COTRONEI riconosce questa firma? - E' quella di chi ha ritirato gli 8 colli di libri inviati da Simonelli Editore alla Associazione EXPOTOUR O.N.L.U.S. in Via I Maggio 15. Indirizzo al quale sono stati inviati con vari spedizionieri e che risultano regolarmente ritirati i colli con i libri di almeno altre tre case editrici oltre la nostra finora accertate.
Ma siccome sappiamo oggi che NON ESISTE la suddetta Associazione chi in Via I Maggio ha ritirato le scatole dei nostri libri?
Quella che vedete sopra è la firma di chi ha ricevuto da TNT, il nostro spedizioniere, le otto scatole di libri Simonelli Editore.
Qualcuno riconosce la firma di qualcuno?
Se si desidera vedere questa firma più ingrandita
basta cliccare qui.
Intanto, Il Quotidiano di Calabria ha pubblicato un altro articolo - sempre firmato da Antonio Anastasi - su questo caso [ clicca qui per leggerlo]
Il seguito alle prossime puntate...

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Luciano Simonelli

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Luciano Simonelli

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