L'occhio indiscreto
Poltronissima di Prima Visione

           di Luca Dresda


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MIFUNE
di Soren Kragh-Jacobsen
Con: Andreas W. Berthelsen, Iben Hjejle, Sofie Grabol.
Genere: Drammatico.
Durata: circa 98 minuti.
Erano anni che non entravo in un cinema da solo. Di solito ci si va in compagnia, ma nel mio caso la situazione è complessa. Di norma, sono così immerso nella storia da dimenticare chi ho vicino. Questo non accade soltanto davanti a brutti film o accanto a ragazze interessanti. E qui rientro nella norma, no?
Andare al cinema da soli è sintomo di un contagio, di un virus, di un'assuefazione da droga pesante. I "Movie-adict" (i drogati di cinema) a volte sono anche pericolosi. Possono confondere l'espressione seria con cui la lei li lascia, per un'ottima interpretazione; oppure vedere in ogni tassista Bob De Niro! Ma, c' un ma. In presenza di alcuni eventi culturali o di buone promesse o della defezione di tutti gli amici cinefili, può essere un bel modo di tuffarsi nel film senza nessuna riserva.
«Dogma95». la nuova tendenza del cinema Europeo. Il maestro, il "boss" Lars Von Triers. I suoi discepoli, una ristretta cerchia di cinematografari danesi che raccoglie sempre più consensi a livello internazionale. Chi ha visto Festen di Thomas Vinterberg ha anche avuto la possibilità di leggere un opuscolo: il decalogo di questo movimento di cineasti. Sono regole tecniche, direttive per registi. Ma rappresentano una filosofia molto semplice: il desiderio di arrivare all'osso delle emozioni, senza artifici tecnici, senza la separazione con il pubblico (la quarta parete) operata dagli estetismi e dagli effetti speciali.È una ricerca che mira all'immersione totale e totalizzante, e questo grazie anche a storie molto forti e ad uno studio sulla recitazione che definirei esaltante.
Non c'è oggi regista o autore indipendente o di cassetta che non faccia i conti con questa realtà.
Tre aspetti del Dogma cinematografico possono essere condivisi e riconosciuti con facilità da tutti:
1. La macchina da presa a spalla. Questo significa immagini in movimento, come se a riprenderle fosse l'occhio umano, che in verità non è mai completamente fisso.
2. L'assenza di effetti speciali, di flashback e di artifici eclatanti che non esistono nella vita reale.
3. L'assenza dell illuminazione artificiale. Tutto viene ripreso con le luci plausibili che appartengono alla storia, quindi con delle scene poco illuminate, una fotografia sgranata e una messa a fuoco non perfetta. Di nuovo come se a guardare fosse un uomo in carne ed ossa.
Tutto questo non è una novità assoluta, ma messo nero su bianco in effetti rappresenta la Rivoluzione del momento.
Ma quello che conta per un film Dogma, è una storia forte.
«Mifune»: Toshiro Mifune. Un personaggio immaginario che viene impersonato da Kresten per "giocare" con il fratello subnormale. Alla morte del padre, Kresten lascia Copenhaghen, dove ha sposato una donna ricca e dove frequenta l'alta società, per andare nella fattoria decadente di famiglia. Ma l'impossibilità di condividere il suo passato con la moglie porterà ad una serie di conseguenze imprevedibili e spiacevoli.
Cosa fare del fratello "ritardato"? A chi affidarlo? Ecco l'idea di mettere un annuncio in cui abbellire un po' la situazione per cercare una domestica. Risponde una giovane e bellissima prostituta che vuole scappare dalla città per il terrore di un maniaco che la tempesta di telefonate. La crisi è dietro l'angolo.
Ma questo incontro, è anche possibile fonte di una nuova dimensione esistenziale.
Storia forte dicevo. E un gran lavoro con gli attori. Gli espedienti tecnici delle regole, non possono nulla in assenza di un'idea e di interpreti all'altezza.
Questo film si addentra in un mondo che magari ci è sconosciuto, non ci appartiene, e spesso sentiamo come minaccioso e da tenere lontano. Un uomo in carriera ex-contadino che ha lasciato dietro di sé una famiglia ormai allo sbando, che viene rituffato in questa realtà condividendo la propria sfortuna con una squillo che si prostituisce per mantenere in un Collegio il fratello. È proprio in questi terreni mobili che si possono trarre gli spunti più interessanti.
Voglio aggiungere che la tendenza a raccontare storie esemplari e dal carattere pungente è ritornata in voga, anche nelle megaproduzioni Hollywoodiane, fatto che non può che farci piacere, soprattutto se a dare l'accelerazione decisiva è stato uno sparuto gruppo di cineasti dell estrema e sconosciuta (culturalmente parlando) Scandinavia, perché dà un'iniezione di fiducia a tutti, anche a chi ha pochi mezzi, no?
Giudizio: Buono anche se non del tutto convincente.

Luca Dresda

 


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