*UN GRANDE RITORNO* *UN GRANDE RITORNO* *UN GRANDE RITORNO*
18 settembre
Ho sognato nuvole basse e temporali. Ho sognato piatti di spaghetti al pomodoro e basilico e costine di maiale al sugo. Non so più se il forte mal di testa che m'affligge derivi dal rumore del tuono o dall'appetito, che intuisco immenso.
«È questione d'abitudine, vedrà, tra qualche giorno sarà più sciolto».
Annuisco ma non ho il fiato per replicare.
«Le dirò, caro amico, che pensavo proprio che si sarebbe arreso subito... invece, noto con piacere che ce la sta mettendo tutta...»
Vorrei dirgli che aveva ragione, che non ho ancora vinto il desiderio d'arrendermi ma, dalla mia bocca, esce una specie di fischio rantoloso, molto simile a quello che fa il vento nel canneto. Imperterrito, l'amico aumenta il ritmo e con uno sforzo incredibile cerco di restargli a fianco.
«Lo sa?» mi dice, «Il Labirinto esercita un fascino strano anche su di me. Mi ispira. Mi induce a scriverne.»
Stavolta mi spiace di non aver fiato per rispondergli. Vorrei dirgli che si faccia i fatti suoi, che ho cominciato prima io... Mi limito a fargli un cenno, come per dire ne ho abbastanza, e crollo a terra, non so più se per l'arrabbiatura o per lo sfinimento.