Cattiverìe
Minime dall'Era del Provvisorio.  di
Ermanno Bartoli
Perché
Cattiverìe?>>>
Reggio Emilia, 18 Gennaio 2007
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La responsabilità dei contenuti di questa
come delle altre rubriche è di ciascun autore
IL LATO OSCURO DELLA
GLOBALIZZAZIONE
° "Buone Notizie"
Hanno ucciso il Natale e nessuno ha detto niente.
Hanno ucciso la voglia di vivere e nessuno ha detto niente.
Hanno ucciso la speranza e nessuno ha detto niente.
La globalizzazione è una tragica fregnaccia e nessuno dice niente.
Le privatizzazioni sono tragiche fregn... idem e... idem.
Ma dove sono quei "grandi firme"... che nessuno di loro dice niente?
Compito di uno scrittore e di un pensatore libero è di tacere? Allora in
Italia abbiamo degli ottimi scrittori e pensatori.
° "Globalizzazione: un abigeato morale "
A sentire certe sortite filosofico-evoluzionistico-giornalistiche del
tipo: "Con questa globalizzazione siamo tutti più ricchi o tutti più
poveri?" Oppure quell'altra: "La globalizzazione, se tiene conto
dell'essere umano, giova a tutti"... C'è di che farsi venire il
voltastomaco.
Primo: perché la domanda è falsa già in partenza, e già in partenza sa
di esserlo
Secondo: perché non c'è attualmente possibilità per una globalizzazione
umana, essendo questa (la globalizzazione) pensata per arricchire gli
già straricchi e mettere col sedere per terra tutti gli altri. In una
parola: è un atto di rapina, estorsione e vessazione... Un atto di
abigeato morale, ancor prima che una rapina, su scala planetaria.
° "CULTURALMENTE SCORRETTO"
Purtroppo la questione morale in Italia è una chimera.
L'Italia è già un paese a moralità fai da te come forse non ce n'è
altri. Tutti sono liberi di fare tutto; nel male, s'intende! Il bene,
invece, trova sempre un sacco di difficoltà, quando addirittura non si
cerca di fargli la festa.
Un paese dove personaggi come Fioravanti, Mambro, Curcio, Angelo Izzo diventano Operatori Culturali la dice tutta. A
questo punto io mi domando per quale ragionamento razzistico - lasciando
stare per un attimo le persone miti, meritevoli e valide - al povero Pacciani non sia stata data la stessa opportunità di apparire e di
ledere culturalmente prima di morire.
Che dite?... Come?... Ah, Pacciani come cervello non era proprio un'iradiddio?
Beh, e perché... quelli che ho sopra nominato, che sono per caso?...
Ermanno Bartoli
Qualche commento da fare? Parliamone
su The Web Park Speaker's Corner
Perché queste cattiverìe? (con l'accento sulla i)
Secondo l'astrologia, nell'equinozio di primavera del 1998 si è
entrati nell'era dell'acquario; da questa data il sole non
sorgerebbe più nella costellazione dei Pesci, come da 2000 anni
accadeva, ma in quella dell'Acquario. Per gli astrologi, entrare
in tale era significherebbe mettere piede in un'epoca di nuovi
fermenti positivi e si preparerebbe per il mondo un lungo
periodo di nuovo amore e di nuove spinte propulsive alla
crescita e al benessere di ognuno. Di contro, chi ha occhi per
vedere sta assistendo ad un progressivo "imbarbarimento" dei
rapporti sociali e fra le nazioni, con un incremento
esponenziale di guerre, terrorismo, disagi, disperazione e
precarietà generale. Nei paesi progrediti si sta andando verso
quel "Medioevo prossimo venturo" che il prof. Roberto Vacca
descrisse magistralmente in un suo libro oltre vent'anni fa. Il
lavoro non è più una certezza né un diritto, le famiglie
stentano a crescere e a formarsi... anzi si sfaldano sempre più
sotto la spinta di trasferimenti coatti, quasi sempre
immotivati, di masse di lavoratori che pur di portare a casa la
pagnotta si sobbarcano migrazioni che hanno quale unico
risultato quello di distruggere i rapporti umani coi loro cari e
il tessuto sociale più in generale... La cultura è in via di
azzeramento. Il tutto sotto l'arroganza globalizzante e sempre
più incontrastata dei potenti.
Secche e brevi, a volte ironiche, queste cattiverìe hanno
l'intenzione empirica di aprire varchi per un confronto su
quanto sta avvenendo e sull'avanzata travolgente di tanti
disvalori. E se qualcuno obietterà che la carne al fuoco è
troppa gli dirò che ha ragione... La carne al fuoco è troppa. Ma
così sta andando il mondo. E chissà che a parlarne non si esca
dall'empirismo delle intenzioni per entrare in qualcosa di
costruttivo.
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