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Verona, 14 SETTEMBRE 2018

N.A.T.O. Morente o vitalissima?

    La piega che stanno prendendo gli sviluppi politici sulle due sponde dell'Atlantico condizioneranno in maniera fondamentale il rapporto tra Stati Uniti ed Europa? Non mancano motivi per ipotizzare molti mutamenti nel prossimo futuro.
    La NATO è, tuttavia, rimasta al centro del legame tra USA ed UE anche dopo la dissoluzione dell'URSS, poiché è lo strumento imprescindibile per affrontare specifiche minacce alla sicurezza, ma anche per prendere decisioni su quasi tutti gli argomenti di rilievo che riguardano gli interessi e la vita sulle due sponde.
    Le bordate di Trump contro la NATO sono soprattutto rivolte a sollecitare un adeguato impegno finanziario degli alleati europei a proposito delle spese militari. Pretende che i singoli Stati si impegnino a sborsare il 2% del loro PIL per tenere in piedi l'Alleanza. La risposta alternativa europea non si è fatta attendere: Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna insieme a Olanda, Belgio, Estonia e Portogallo (senza l'adesione del nuovo Governo giallo-verde italiano) hanno costruito una struttura militare comune di Rapido Intervento, complementare non sostitutiva alle forze NATO. Quindi, l'Unione Europea, ancora priva di integrazione politica, è costretta nel campo della difesa come in quello diplomatico a scelte da minimo comune denominatore.
    Nessuno, però, a Washington, anche prima di Trump, ha mai pensato che l'UE potesse sostituire i vecchi tradizionali rapporti bilaterali, con i singoli paesi membri. Tutti in USA hanno coscienza che il rapporto che conta molto col Vecchio Continente è nel campo economico-commerciale terreno dove la cessione di sovranità dei singoli Stati alla Commissione è stata significativa.
    Gli interessi economici transatlantici sono enormi. Nel 2017 i paesi dell'UE, sono stati il primo mercato mondiale per le esportazioni americane, per un totale di 501 Mld di dollari. Le importazioni dall'Europa, al secondo posto nella graduatoria statunitense, sono state 592 Mld. L'UE è il principale esportatore di beni industriali verso gli USA, mentre nel settore dei servizi sono gli USA ad essere in vantaggio. Nel 2017 i nuovi investimenti europei per acquistare, creare, o espandere aziende negli Stati Uniti sono ammontati a 188 Mld. Nello stesso anno gli USA hanno investito in Europa ca. 2.500 Mld di dollari. Può sembrare strano ma l'imprescindibile interdipendenza economica tra USA e UE, invece di creare dinamismo, ha prodotto, almeno fin'ora, una fondamentale inerzia nelle relazioni.
    L'Europa rimane il principale nucleo di paesi, molto consistente in termini di popolazione ed economici, che propone visioni del mondo e identità compatibili con quelle statunitensi. Nella vasta e dinamica regione asiatica, invece, ci sono molti potenziali partner per gli USA, ma pochi alleati che siano anche consimili. Non è un caso che il segretario alla Difesa James Mattis ha descritto la NATO come “una solida isola di stabilità in un mare turbolento”. Insomma, Mattis fa capire che non bisogna dar troppo peso alle varie gaffe di Trump, che ha lodato la brexit e il suo fautore Nigel Farage, la Signora Le Pen in Francia e la vittoria populista in Italia, perché il Presidente scrive i suoi twitter pensando ossessivamente al suo bacino elettorale. Gli Stati Uniti anche se volessero non potrebbero fare a meno della NATO.
    Gli interessi strategici, sotto molti aspetti assolutamente comuni, fra gli Stati Uniti e l'Europa non si esauriscono nell'Oceano Atlantico e nei rapporti politici e commerciali. Il Mediterraneo e in particolare il canale di Sicilia rappresenta il centro cruciale, sia sul piano della sicurezza militare che su quello economico, una vera “piattaforma”, uno spazio chiave per gestire gli interessi geostrategici della NATO. Le infrastrutture che insistono nell'area mediterranea sono di primaria rilevanza: Transmed, il gasdotto che collega da trent'anni Algeria e Sicilia passando dalla Tunisia; il gasdotto Greenstream che collega la Libia alla Sicilia dal 2004. Nel cuore del Mediterraneo scorrono anche i cavi sottomarini che consentono la connessione Internet di mezzo pianeta. Tra i cavodotti più importanti vi è il Sicily Hub, realizzato da Sparkle Telecom, che gestisce i cavi sottomarini del traffico dati generato in Africa, Medio Oriente e Asia.
    Infine, in Sicilia a Niscemi è in piena operatività il sistema Muos, un gioiello della tecnologia satellitare. Consente di tenere in costante collegamento i centri di comando e controllo delle Forze armate USA, i centri logistici e i diciottomila terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i Global Hawk.
    Le fanfaronate anti-europee e anti-NATO che circolano in questo periodo in Italia dopo l'insediamento del “Governo del cambiamento” dovranno fare i debiti conti con questa realtà.

    Tommaso Basileo

























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